È mezzanotte ed è sabato. Piazza Labriola, il rettangolo dello sballo, corso della Repubblica, le vie di collegamento (buie e insospettabili) ospitano ebbrezza e allegria. Il vociare è intervallato da cori e grida. La movida è più viva che mai. Grintosa. Sana e solare laddove lo è la gente, lo sono i giovani. Insana laddove i ragazzi completamente ubriachi già iniziano a dare di stomaco sulle panchine, oppure accompagnati da amici in angoli remoti - eletti nel weekend come bagni pubblici - o, ancora, contro un muro da soli, tra la paura di farsi vedere in quello stato e l'esigenza di sopravvivere dignitosamente a quell'eccesso. Si fanno spazio alcol e risse, ma la movida è blindata. Il popolo della notte, infatti, non è solo: arrivano i carabinieri e la polizia. Diverse auto iniziano a presidiare luoghi che possono diventare, in una frazione di secondo, teatro di accesi litigi e risse. I militari "visitano" subito la zona alle spalle del Comune tra centinaia di ragazzi ormai già sballati; la polizia di Stato, invece, è posizionata nella zona antistante, in piazza De Gasperi. Il presidio è massimo e sarà fondamentale per evitare problemi seri. Ma le aree strategiche sotto stretta osservazione sono anche altre.
Poco prima dell'una due auto dei carabinieri avviano le verifiche alla fine di corso della Repubblica per controllare tutti quelli che vogliono entrare o uscire dalla movida. Intanto arriva l'ennesima chiamata dei residenti. Stavolta si lamentano di un'attività commerciale che continua a tenere la musica alta, percepibile a grosse distanze. I militari arrivano e quelle note vibranti si estinguono in un battibaleno. I ragazzi - a migliaia - proseguono la serata serenamente, ognuno scegliendo quale via imboccare, tra divertimento moderato o cieco. Intanto i drink vengono serviti nei bicchieri di plastica, come prevede l'ordinanza, e non vengono concessi ai minori. I furbetti non si scoraggiano affatto e mandano avanti gli amici maggiorenni per continuare a bere e far salire il livello. Sempre di più. Come al solito c'è chi gira con le buste del supermarket piene di bottiglie. Si mettono a gruppi e consumano sui muretti o sulle panchine degli angoli verdi vino, vodka o semplice birra.

Senza droga non c'è storia

I piccoli pusher non possono mancare. Mai. Non sarebbe movida. Girano al parco giochi, alle spalle del Comune e nelle stradine laterali. Spesso non sono affatto a piedi. E magari alle quattro gomme si potrebbero prediligere i mezzi a due. E al classico ragazzino, la ben più insospettabile ragazzina in minigonna. Ma è un mondo già sondato dalle forze dell'ordine. Frequenti le denunce per spaccio o le segnalazioni di clienti che avevano appena preso la roba da una delle piazze urbane.

Bottiglie e risse

Alle due il dato è tratto: i cori disturbano anche i residenti più assonnati. Il lancio di bottiglie è la solita, ripetuta e intramontabile colonna sonora dello sballo. Tra piazza Labiola e piazza Diaz parte una litigata. Da due diventano quattro, poi sei. Poi si muovono a gruppetti. Qualcuno infila le bottiglie vuote sotto la maglia, dietro la schiena, come arma. Le ragazze provano a calmare gli animi. Ma è tutto inutile. La morsa della rabbia si allenta ma poi riprende con maggiore vigore. È a quel punto che i carabinieri arrivano a fermare quelle minacce e quegli spintoni. Erano lì per controlli, proprio a due passi, e riescono a riportare la calma. È la terza rissa in un mese che non scatena tutta la sua forza devastatrice solo grazie agli uomini in divisa subito accorsi o a giovani "valorosi" che si gettano nella mischia e sparpagliano i gruppi. Alle 3.30 il movimento ancora c'è. Le aree sottostanti il tribunale sono piene. Sui gradoni bottiglie e risate che raggiungono il cielo.
I residenti iniziano a trovate pace ma non in tutte le zone. Laddove, infatti, non si sente più il "rumore" fastidioso di bottiglie lanciate e schiamazzi, partono rally improvvisati. Auto che corrono su strade vuote per poi frenare all'improvviso in prossimità di incroci. O, al contrario, auto che imboccano curve a tutta velocità, riuscendo in manovre impraticabili ai comuni mortali. Alcune hanno la musica a tutto volume come se fossero i "padroni della strada".
Tra le cinque e le sei, quando l'alba prende possesso della notte, tocca alla società addetta alla pulizia frequentare i luoghi della movida e riportare il decoro in centro.