Il ponte della morte. Potrebbe essere ribattezzato così quello della strada provinciale tra i comuni di Ceprano e Falvaterra. Ieri da quel ponte, dopo il tragico episodio del primo maggio, Mariano Carlini si è buttato nel fiume.
Si è buttato nel Sacco ed è morto. Questa la tragica fine di Mariano Carlini che ha compiuto l'estremo gesto nel medesimo punto in cui era "volata" nel fiume la Panda dei coniugi Patriarca.

Mariano Carlini, sessantaquattrenne di Ceprano, abitava in via Padre Domenico Passionista, nel quartiere di Montecitorio. Un uomo solitario, piuttosto riservato che, inspiegabilmente, forse in un momento di sconforto, ha deciso di compiere l'assurdo gesto. Alle 11.30 di ieri mattina, a bordo della sua Ford Fiesta, ha raggiunto il ponte sul Sacco e, dopo aver fermato l'auto, è sceso e si è buttato. Tutto è accaduto sotto gli occhi increduli di un testimone che non ha avuto il tempo neppure di realizzare quello che stava accadendo, che Mariano Carlini, una vita di lavoro sui camion, era già nel fiume.
Un gesto estremo, dettato forse da sconforto, paura, insoddisfazione, o magari dal sentirsi inadeguato in una società che richiede schemi e regole non sempre condivise e spesso estranee a persone più semplici. Fatto sta che in pochi attimi il sessantaquatreenne ha cessato di vivere. Il corpo a pelo d'acqua trascinato a valle dalla corrente. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri di Pontecorvo e Ceprano, i vigili del fuoco di Frosinone, il sindaco e i vigili urbani di Ceprano e di Falvaterra. I vigili del fuoco, muniti di gommone, sono scesi più a valle del ponte e intorno alle 14.30 hanno recuperato il corpo del cepranese.

Distrutti dal dolore i familiari e i due fratelli che erano legatissimi a Mariano, un uomo senza moglie e figli. Il punto di riferimento era proprio la famiglia del fratello più grande.
La notizia si è diffusa velocemente a Ceprano, lasciando nuovamente tutti, a distanza di quarantotto ore, attoniti e addolorati. Tre gravi perdite in due giorni, tre persone inghiottite dalle acque del Sacco. Ceprano piange Mariano, Umberto e Anna. Le due tragedie hanno dell'incredibile, prima i due coniugi "volano" con la loro auto nel fiume e dopo due giorni una terza persona sceglie lo stesso scenario per "scomparire".
Il ponte sul Sacco fra Ceprano e Falvaterra è diventato luogo di morte. Toccherà ora agli inquirenti capire il perché di queste tragedie assurde che hanno distrutto delle famiglie e gettato nello sconcerto le comunità di Ceprano e Falvaterra unite nella disgrazia, una per i suoi concittadini, l'altra perché scenario di queste morti.

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