Hanno detto basta i residenti del quartiere di piazza Rea e via Campanella. Sono mesi, anni che vanno avanti saccheggi nei cassonetti degli abiti usati. Profughi che arrivano da soli, in coppia, che litigano per accaparrarsi i capi. Oramai lo fanno a tutte le ore del giorno e sotto gli occhi di tutti. Veri raid degli abiti usati e cittadini furiosi, profughi nel mirino. 

«Inutile parlarci e chiedergli almeno di non lasciare un disastro - ha spiegato un'anziana che vive proprio di fronte alla postazione dei cassonetti e che frequenta l'area verde distante pochi metri - Loro non rispondono o insultano. Abbiamo anche paura che possano esserci ritorsioni, l'estate scorsa trovammo la statua deturpata, anche quelle sul vialetto. Non abbiamo mai saputo chi fosse stato».
«Loro fanno uno schifo - ha tuonato invece un papà entrando nel portone della palazzina che si trova proprio sulla rotatoria - Si comportano come se non esistessero regole, tutti lo vedono e nessuno fa niente, totale indifferenza da parte i tutti, istituzioni, cooperative. E poi sono gli operatori ecologici a dover ripulire tutto. È inaccettabile. Servono telecamere, controlli e punizioni esemplari. Questi ragazzi vanno fermati, controllati e identificati. Se necessario bisogna sanzionare le cooperative che li accolgono e non sono a conoscenza di quello che fanno. Bisogna capire cosa ci fanno e dova va a finire tutto quello che portano via»