L'ex campo d'internamento delle Fraschette trasformato in una (pericolosa) discarica di lastre di amianto e materiali edili, ma la bonifica tarda ad arrivare perché Regione Lazio e Demanio statale si rimpallano a vicenda l'onere di gestione del terreno. Lo denuncia il consigliere comunale di opposizione Roberto Addesse ("Noi per Alatri") che ha segnalato il fatto. Non è la prima volta, che l'area delle Fraschette viene scelta per abbandonare rifiuti di ogni genere, specie quelli a rischio per l'ambiente e la salute umana. Una situazione prontamente segnalata dall'esponente di minoranza che ha chiesto un immediato intervento per bonificare l'area. Ma la burocrazia si è messa di traverso: di chi la competenza sull'ex campo d'internamento e, quindi, l'obbligo di ripulire? Regione e Demanio ancora ne discutono senza trovare una risposta conclusiva. Col risultato che nulla si è mosso e nulla si muove: i rifiuti pericolosi restano lì, nonostante i solleciti inviati dall'ufficio ambientale del Comune.

Il Demanio ha risposto che il campo è stato consegnato alla Regione Lazio il 26 aprile del lontano 1973 e che la cessione non è mai venuta meno. Tutto chiaro? Macché, tra vecchi documenti (forse non tutti reperibili), verifiche, ritardi, dubbi, l'esito finale è l'immobilismo. Un intricato guazzabuglio del quale da anni non si viene a capo e che sta frustrando anche altre azioni che concernono le Fraschette, inerenti una loro valorizzazione dopo interi decenni di oblio. Addesse si è augurato una pronta risposta per risolvere il problema. La bonifica della zona appare improrogabile.