Farmaco in commercio senza il principio attivo, colpo di scena al processo Geymonat. In aula, infatti, sono stati indagati due testimoni. Lo stesso copione si era svolto alla precedente udienza. Per cui le dieci persone inizialmente sotto accusa sono diventate quattordici. Queste ultime, tuttavia,sarannogiudicate inunsperato procedimento. Venerdì, davanti al tribunale di Frosinone, si è celebrata l'udienza del processo a carico di dieci dirigenti e tecnici dello stabilimento Geymonat di Anagni accusati, dal pm Adolfo Coletta, di aver messo in commercio un medicinale l'Ozopulmin, delle supposte per bambini, privo del principio attivo. Il fatto fu scoperto nel 2013 e il farmaco fu subito ritirato dal mercato. Tutto nasce nel giugno del 2011, quando una segnalazione permise di individuare ditta e farmaco. Anche perché un farmacista di Roma aveva segnalato l'ano mali di alcune supposte che si sfaldavano. Peraltro a seguito dei campionamenti dell'Istituto superiore disanità, come ricostruito in una precedente udienza, che «tutti i lotti non contenevano l'ingrediente attivo, ma solo l'eccipiente». L'inchiesta, condotta dal Nas, si è svolto con il contributo dell'Aifa che ha sospeso l'autorizzazione alla Geymonat.Tra leconseguenze dell'inchiesta anche il fallimento dell'azienda e la vendita all'asta dello stabilimento anagnino.
Nell'ultima udienza, la prima con un nuovo collegio, il processo è proseguito regolarmente grazie al consenso prestato dai legali all'utilizzo degli atti già acquisiti. Due i testi sentiti. Si tratta di persone che lavoravano nell'azienda e che avevano già reso delle dichiarazioni in occasione delle indagini. All'esito della loro escussione, avendo confermato di essere a conoscenza della circostanza che mancava il principio attivo del farmaco, sono stati indagati in aula e per loro si aprirà un procedimento separato. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati De Vita, Diurni, Miledi, Pisani, Vellucci, Petrelli, Ragazzo e Vari