Fca, Marchionne annuncia: il futuro passa per lo stabilimento di Cassino

«Per la piena occupazione in Italia dobbiamo completare lo sviluppo dell'Alfa Romeo e della Maserati». A parlare, quando ormai manca poco più di un mese dalla presentazione del piano industriale, che si terrà il primo giugno a Balocco, è l'Ad del gruppo Fca Sergio Marchionne.
In quest'ottica lo stabilimento di Cassino appare centrale. Marchionne non nomina mai la fabbrica ai piedi dell'Abbazia, non dice esplicitamente che ci saranno nuove assunzioni, ma le anticipazioni fornite in occasione dei dati della trimestrale di cassa, sono più che un segnale positivo per il sito pedemontano.
«Alfa è un lavoro incompiuto nonostante il successo di Giulia e Stelvio» ha detto il top manager lasciando così intendere che presto ci saranno altri modelli da produrre che ha lasciato supporre il lancio di almeno altri due Suv.
Marchionne poi ha dato più che un'indicazione che uno dei punti cardine riguarderà il riposizionamento dei vari brand sullo scacchiere europeo. «L'area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa, ndr) è quella che evidenzia il più alto livello di complessità e per Fca un riposizionamento qui sarà centrale», ha spiegato Marchionne aggiungendo che l'obiettivo per l'area Emea «è quello di arrivare ad avere una redditività ragionevole».
Evidente, quindi, il richiamo ai brand deputati a contribuire con margini maggiori come Alfa Romeo e Maserati. Questi marchi, tra l'altro, potrebbero essere raggruppati in un polo premium nel medio termine ed essere così scorporati dal resto del perimetro del Lingotto estraendo ulteriore valore per gli azionisti Fca. Maserati, tra l'altro, nel primo trimestre ha registrato un calo delle consegne ma nonostante questo, Marchionne ha rimarcato il successo delle vetture supersportive. Dando così un ulteriore segnale di come la strada che porta a una maggiore redditività passi per i veicoli di gamma sempre più alta. Quelli cioè in grado di assicurare un maggior valore aggiunto.
L'Alfa Romeo intanto viaggia forte: nel 2017 ha venduto oltre 150.000 auto, il 62% in più rispetto all'anno precedente. Ma siamo ancora lontani dall'obiettivo di 400.000 vetture programmato da Marchionne per dare lavoro e certezze ai lavoratori e alle fabbriche italiane. Se il quadrilatero Alfa, Maserati, Ferrari e Jeep non avrà un robusto insediamento di progettazione e produttivo in Italia sarà la fine. Ma l'ottimismo regna sovrano e, secondo alcune indiscrezioni che trapelano dalla fabbrica, a giugno dopo aver annunciato il piano industriale, Marchionne potrebbe far visita alla casa dell'Alfa Cassinate.