Franco Castagnacci assolto per droga grazie al "ne bis in idem". L'uomo, arrestato per l'omicidio di Emanuele Morganti, e in attesa di conoscere il luogo dove si celebrerà l'udienza preliminare (è pendente un ricorso in Cassazione), venerdì è stato giudicato dal giudice monocratico per il reato di spaccio di droga. Si tratta del primo episodio, quello per il quale, il 1° giugno scorso, finì agli arresti domiciliari (successivamente da qui con un'altra ordinanza, sempre per droga, finì in carcere). A Castagacci senior era contestato il possesso di 15 grammi di cocaina. Lo scorso 9 marzo il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante aveva inflitto al cinquantenne di Alatri, con il rito abbreviato, una pena di tre anni e otto mesi di reclusione. Proprio a questa condanna il difensore di Castagnacci, l'avvocato Marilena Castagnacci, ha fatto leva. In pratica ha eccepito il "ne bis in idem" ovvero il principio giuridico in base al quale una persona non può essere giudicata due volte per lo stesso fatto. Il legale ha chiesto e ottenuto che il primo episodio contestato a Castganacci e costatogli gli arresti domiciliari era ricompreso nell'altro, di luglio, a causa del quale è finito in carcere ed è stato processat ocon il rito abbreviato. Il giudice ha accolto così la richiesta, dichiarato l'assoluzione e revocato il primo provvedimento restrittivo, quello degli arresti domiciliari, ma restano attivi gli altri. Il sospetto dei carabinieri, sin da subito, è che l'episodio del 1 giugno non fosse circoscritto. Così hanno intensificato la vigilanza. Per l'accusa, Castagnacci avrebbe gestito l'attività di spaccio, nonostante le restrizioni imposte dai domiciliari, avvalendosi dei collaboratori. A loro avrebbe fornito istruzioni sull'approvvigionamento della droga, sulla cessione e perfino sul recupero crediti nei confronti di chi non saldava.