Si apre una settimana importante per il cronoprogramma dei lavori al realizzando "Parco del Matusa". A partire da giovedì prossimo, infatti, sono in programma le piantumazioni delle essenze arboree di alto fusto. In questi giorni, infatti, gli operatori presenti sul cantiere hanno continuato ad effettuare gli scavi, sotto il controllo dell'archeologo, il direttore del museo di Frosinone Maria Teresa Onorati, secondo le prescrizioni della Soprintendenza, ove saranno collocate le grandi zolle per la messa a dimora di numerose varietà di piante, sia sempreverdi che caducifoglie.
Il termine di esecuzione delle opere è stimato in venti giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data di consegna dei lavori. Da progetto, in questo primo stralcio, sono 107 gli esemplari che saranno piantati all'interno del parco. Tra questi sono previsti 6 ginkgo biloba (altezza massima 30 metri), 20 pyrus calleryana (altezza massima 12 metri) 16 ligustrum lucidum (altezza massima tra gli 8 e i 12 metri), 11 prunus cerasifera (altezza massima tra i 6 e gli 8 metri), 12 quercus robur (altezza massima tra i 18 e i 20 metri), 21 quercus ilex (altezza massima tra i 18 e 20 metri), 10 cercis siliquastrum (altezza massima 10 metri), 4 olea europea (altezza massima 3 metri) e 7 liquidambar styraciflua (altezza massima tra i 25 e i 30 metri).
Contestualmente, le aziende incaricate della fornitura dei percorsi pedonali stanno procedendo alla selezione dei materiali e al taglio delle pietre, che saranno di provenienza delle cave locali della zona di Coreno Ausonio. Il sindaco, Nicola Ottaviani, infatti, ha voluto stringere una collaborazione intensa e proficua con gli operatori delle cave presenti nella bassa provincia di Frosinone, allo scopo di incentivare il prodotto interno lordo e l'economia circolare di riferimento della provincia di Frosinone, tenuto conto anche dell'alto valore simbolico e di immagine rappresentato da uno dei più grandi parchi verdi, realizzati nell'Italia centrale dal dopoguerra a oggi.
Per quanto riguarda la pavimentazione delle piste ciclabili e pedonali e di altre aree all'interno del parco è stata scartata l'ipotesi della pietra di Trani per virare su quella di Coreno. Si tratta di uno dei marmi, maggiormente impiegati nell'edilizia, le cui venature lo rendono uno dei materiali più impiegati per il rivestimento di qualsiasi tipologia di superficie. Un tipo di pietra molto versatile, in quanto può essere utilizzata nelle varianti lucido, levigato, burattato, bocciardato, per le scale interne ed esterne, per i pavimenti, i rivestimenti, arredo bagno, ideale per la pavimentazione di viali e per tantissime altre destinazioni d'uso.
Le qualità e le bellezze, oltre che le particolari variazioni cromatiche che dal color sabbia arrivano a delicate tonalità di blu, ne fanno un materiale d'eccellenza.
Le diverse lavorazioni hanno evidenziato come questo marmo può essere utilizzato in svariati modi senza porre alcun limite alle fantasie del progettista grazie alla sua forza e resistenza e all'estrema facilità con cui può essere plasmato. Insomma tutti hanno potuto ammirare una pietra estremamente versatile e flessibile ideale per gli utilizzi più svariati, non solo le classiche pavimentazioni lucide per interni o bocciardate e scalpellate per esterno ma incantevoli lavori di raffinata bellezza. Particolare attenzione all'arredo urbano: panchine monolitiche, chaise-longue, vasi, dissuasori, percorsi pedonali e ciclabili e poi raffinate pareti ventilate e rivestimenti.
Nel cantiere si lavora ancora il sabato per cercare di accorciare il più possibile i tempi di realizzazione del parco. L'obiettivo dell'amministrazione Ottaviani, infatti, è quello di mettere a disposizione della cittadinanza il nuovo polmone verde entro la primavera, al massimo per il primo periodo estivo, per consentire la fruizione di un'area che porterà sicuramente dei grandi benefici in termini di vivibilità del quartiere e non solo.