Presidio totale e sinergia mai vista. Alle 23.30 di sabato scorso due pattuglie della polizia e due auto dei carabinieri si fermano in piazza Labriola. Gli uomini del dottor Alessandro Tocco e i militari del capitato Ivan Mastromanno si dirottano nel cuore della movida. Camminano, controllano, osservano: sono in mezzo ai ragazzi, a migliaia di giovani, in uno dei punto più nevralgici e delicati della città. Presidio totale e sinergia. La piazza diventa serena ma non prima di un "esodo" inevitabile. Tanti allungano il passo, alcuni a gruppi lasciano i luoghi dove fino a un secondo prima erano stati in apparente tranquillità.
Gli uomini in divisa si danno da fare, non perdono neppure un secondo. Controllano una ventina di ragazzi che discutevano animosamente in un orario in cui il tasso alcolemico, e troppo spesso non solo quello, rende ancora più sensibile quella piazza aperta che calamita tutte quelle presenze anche dall'hinterland e da parecchi comuni delle regioni confinanti. Anche gli extracomunitari sono in giro, alcuni impegnati in vendite improvvisate. Vengono controllati tutti. Lo spiegamento fa vivere il divertimento con un altro respiro. Non ci saranno risse e anche i bar, pur controllati, continueranno a rispettare l'ordinanza e a lavorare con maggiore serenità.
Un metodo di prevenzione che ha avuto i suoi effetti. Inevitabilmente. Pure lo "smercio" è costretto ad allentare la sua morsa, fino ad estinguersi per non correre rischi.