Quella che doveva rappresentare una giornata da indimenticabile si è trasformata in un incubo, ma non per tutti. Qualche giorno prima di Pasquetta un ragazzo dall'accento partenopeo contatta la proprietaria di un ristorante di Sant'Elia. la donna aveva pubblicizzato un menù prestabilito a costo fisso di 30 euro a persona escluse le bevande. Il giovane aveva accettato prenotando un tavolo per dieci.
Il 2 arile lui e i suoi amici si sono presentati come da accordi, hanno mangiato, serenamente, un pranzo spensierato. Sembravano un gruppo di ragazzi come tanti altri, caciaroni, mangioni quanto basta. Tra una risata e un selfie hanno ordinato anche da bere, ovviamente, vino, acqua, cose normali. Nessun atteggiamento che abbia dato da pensare ai gestori del ristorante. La giornata è trascorsa tranquilla, non erano gli unici commensali presenti.
I problemi sono nati al momento del conto, 30 euro a testa più 50 euro per le bevande, per un totale di 350 euro. I ragazzi con scuse e senza attirare l'attenzione si sono dileguati nel nulla.
Quando la proprietaria se ne è accorta di loro non c'era più traccia. Ha immediatamente provato a contattarli al numero di telefono del ragazzo che aveva prenotato, ma non ha ottenuto nessuna risposta, così si è rivolta ai carabinieri. Dagli accertamenti gli uomini della Compagnia dei carabinieri di Cassino coordinati dal capitano Ivan Mastromanno hanno rintracciato il giovane titolare dell'utenza dalla quale era stata effettuata la prenotazione, un ventunenne campano.
Per il giovane è scattata la denuncia per il reato di insolvenza fraudolenta. La somma divisa per dieci sarebbe stata di 35 euro, poco in più di quanto pattuito e questo lascia immaginare che forse la combriccola fosse già arrivata con qualche cattiva intenzione. O forse l'idea è nata tra un piatto di pasta e un arrosticino, tanto per fare una goliardata che è sfuggita di mano.