Trovata nel fiume la bici di Luca di Mario, il quarantaseienne di Cassino scomparso da un mese. Ieri un passante ha notato una bici nell'acqua del fiume Rapido e ha allertato la sorella che ha messo in moto la macchina dei soccorsi. E si è riaccesa la speranza. Di Luca, purtroppo, nessuna traccia. Ma la presenza della sua bici potrebbe raccontare qualcosa in più rispetto al buio in cui sono stati scaraventati i suoi familiari dal giorno della sua improvvisa scomparsa da Cassino.
I militari della Compagnia di Cassino, coordinati dal capitano Ivan Mastromanno, hanno seguito ogni operazione del gruppo fluviale sperando di avere qualche nuova prova. Per questo, dopo il ritrovamento della bici, il fiume Rapido è stato dragato in due punti. Senza, purtroppo, alcuna risposta concreta.
Che Luca sia uscito fuori strada, finendo nelle acque del fiume o se abbia abbandonato il mezzo, allontanandosi a piedi; o ancora, se la bici del quarantaseienne sia stata gettata nel Rapido in un secondo momento rispetto alla scomparsa (anche perché la stessa zona era stata già battuta dai ricercatori ed è notoriamente frequentata dagli sportivi) restano al momento solo delle ipotesi al vaglio dei militari coordinati dal sostituto Chiara D'Orefice.
L'ultima volta che Luca è stato visto, era in sella alla sua bici e stava andando in ospedale. Non si sa bene perché stesse andando in ospedale, se magari avesse avuto esigenza di chiedere aiuto ai medici. Ma del suo arrivo al Santa Scolastica neppure l'ombra. Secondo i primi riscontri, infatti, di Luca Di Mario nessuno del personale medico-infermieristico pare avere memoria. La denuncia di scomparsa, presentata dal figlio, aveva permesso di aprire le ricerche: diverse le segnalazioni di uomini simili a Luca, soprattutto nei pressi di attività commerciali, tutte risultate senza riscontri. Sabato scorso, poi, il blitz con 20 militari e l'ausilio di un'unità cinofila nella zona di San Bartolomeo e nei pressi dell'ospedale cittadino. Anche in quel caso nessun risultato.