Mai dare nulla per scontato. La settima sezione della Corte di Cassazione, pur con il parere del procuratore generale di decretare inammissibile la richiesta di trasferimento del processo Morganti in altra sede, non l'ha considerata tale. In pratica, sull'istanza di rimessione, la Corte ha deciso che ci dovrà essere una più approfondita valutazione e non un'udienza senza contraddittorio come quella in calendario giovedì. Da qui la scelta di passare il pallino alla prima sezione della Suprema corte. Sarà quest'ultima sezione ora a fissare l'udienza per la discussione delle parti, probabilmente in contraddittorio.
Una valutazione per certi versi inattesa, visto che molti si aspettavano che i magistrati accogliessero la richiesta del procuratore generale di dichiarare inammissibile la richiesta dei legali dei quattro imputati per omicidio (Franco e Mario Castagnacci, 51 e 27 anni, Paolo Palmisani, 24, di Alatri e Michel Fortuna, 25, di Frosinone) per manifesta infondatezza. Inevitabilmente ora i tempi si allungano ulteriormente. In linea di massima entro un mese dovrebbe essere fissata la nuova udienza per cui, ragionevolmente, si potrebbe arrivare a celebrare l'udienza preliminare prima della pausa estiva. Calcoli che, in questo momento, sono prematuri. La decisione della Suprema corte è stata accolta dalle parti con serenità. Consapevoli che, prima o poi, si celebrerà l'udienza preliminare e con essa, a seguire, anche il processo vero e proprio davanti alla Corte d'assise. Se quella di Frosinone o di un altro foro, lo dovranno stabilire i magistrati della prima sezione della Cassazione.
L'avvocato Enrico Pavia, che tutela gli interessi della famiglia Morganti non si scompone: «È un fatto tecnico -commenta- C'è qualcosa da valutare, l'istanza non poteva essere archiviata così».
Andrà approfondita nel merito e non con una declaratoria di inammissibilità. L'avvocato Massimiliano Carbone, che, con il collega Angelo Bucci, aveva anche presentato una memoria per la Corte di Cassazione afferma: «C'è poco da interpretare. Evidentemente la questione non è manifestamente infondata. la Cassazione riconosce che il problema c'è e va discusso. Evidentemente c'è qualche fondamento. Noi ne siamo sempre stati convinti, altrimenti non l'avremmo proposta».
È presto per dire se sarà presentata un'altra memoria. «Già ne abbiamo presentata una e ha sortito degli effetti -conclude Carbone- Se sarà il caso di fare qualche osservazione lo decideremo una volta che avremo preso visione del fascicolo».
L'istanza di rimessione, per legittimo sospetto, era stata avanzata dai legali degli imputati (nel collegio anche gli avvocati Bruno Naso, Marilena Colagiacomo e Christian Alviani) in apertura dell'udienza preliminare, svolta a Frosinone davanti al gup Antonello Bracaglia Morante lo scorso 16 febbraio. I timori dei difensori sono per possibili condizionamenti che il clima di forte pressione mediatica sul processo potrebbe provocare nei confronti dei testimoni chiamati a ricostruire gli eventi e dei giudici popolari. Questi ultimi dovranno valutare le accuse che il procuratore Giuseppe De Falco e i sostituti Adolfo Coletta e Vittorio Misiti insieme ai carabinieri cui hanno affidate le indagini hanno raccolto nei confronti dei quattro arrestati. L'imputazione è quella di aver aggredito, in tre momenti diversi Emanuele Morganti fino a infliggergli il colpo che ne ha provocato la caduta fatale contro il montante della Skoda