Ieri anche il Tgr Lazio, dopo "Striscia la notizia", ha fatto da cassa di risonanza alla vicenda del pascolo brado nel sito ex Snia. Il servizio-denuncia, in realtà, fu girato lo scorso 21 dicembre, un mese prima della messa in onda de "La polveriera degli animali" all'interno del programma satirico-impegnato di Canale 5. La trasmissione della mini-intervista fatta nell'occasione al delegato all'ambiente Alessandro Savoni, però, avrebbe violato la par condicio durante la campagna elettorale ed è slittata così la diffusione su Rai 3 della videocronaca della controversa questione.
Una questione quanto mai attuale visto che il bestiame si trova ancora nell'area del Sin "Bacino del fiume Sacco", «nonostante -raccontò la stessa inviata di Rai 3- sia interdetta all'uso agricolo e zootecnico, un divieto ribadito dal sindaco di Ceccano, ma centinaia di mucche, pecore e suini circolano indisturbati tra rifiuti, misteriosi sacchi interrati, carcasse abbandonate e lastre di eternit accatastate».
Ai microfoni del Tgr, prima di Savoni, parla Giovanni Pizzuti, membro del "Centro studi Tolerus": «L'area è potenzialmente contaminata fece presente e la Asl ha accertato la presenza di 14.000 metri quadrati coperti da amianto, ma non solo perché c'è anche una potenziale contaminazione del terreno da metalli pesanti dovuti alle lavorazioni effettuate dall'ex polveriera. Da tempo – sottolineò poi – chiediamo il divieto di pascolo viste le due aziende che svolgono tale attività».
Una, si sa, è quella dell'allevatore Giovanni Cortina, il cui ricorso al Tar per l'annullamento dell'apposita ordinanza sindacale numero 133 dell'8 novembre è stato cancellato dal ruolo lo scorso 8 marzo in quanto l'atto è stato superato il 23 febbraio dalla provvidenziale ordinanza n. 10/2018, notificata al ricorrente con un'accentuazione del principio di precauzione.
«Il Comune ha detto "no" – assicurò nel servizio Savoni – e continuerà sui suoi passi» Lo disse quattro mesi fa, ma il caso non è affatto chiuso.