Una vera odissea quella vissuta negli ultimi mesi da una famiglia del centro. Sei figli impegnati per ottenere uno stallo per disabili per la loro madre ultraottantenne, costretta su una sedie a rotelle a causa di un ictus e invalida al 100% che, dopo tante richieste, non hanno ancora ottenuto una risposta. In via Capocci tutto tace. «Noi non chiediamo un parcheggio da usare per la nostra comodità, ma un posto riservato che possa essere utile per poter spostare mia madre ha spiegato uno dei figli Con i miei genitori c'è una badanteespesso cimuoviamoper visite mediche o per andare a fare la spesa per acquistare i prodotti di cui i miei genitori hanno bisogno, e siamo costretti a parcheggiare molto lontano, anche trecento metri, a volte addirittura in piazza San Giovanni. È difficile trasportare buste e scatoloni, ma non abbiamo alternative.
Inoltre, essendo la strada adiacente ad una scuola media, negli orari di ingresso e di uscita degli studenti, i genitori parcheggiano le vetture ovunque, anche in terza fila, rendendo difficoltoso ilsemplice passaggio». Una situazione insostenibile per persone che sono costrette a fare i conti con disagi quotidianamente e per i familiari che vivono con il costante terrore che, a causa di queste mancanze, possano avere problemi a far passare ambulanze e paramedici durante un'emergenza. In alcuni momenti della giornata è particolarmente difficoltoso riuscire a passare anche a piedi, figuriamoci con barelle o sedie a rotelle. «È un problema anche per gli infermieri che si occupano dell'assistenza domiciliare. Noi figli chiediamo solamente che venga evasa la richiesta».