«Non ho picchiato mia madre e mia sorella. I soldi delle attività sono anche i miei e li utilizzo come voglio. Mi spettano per l'eredità».
È quanto ha detto ieri mattina G.T. 37 anni, durante l'interrogatorio di garanzia.
L'uomo, difeso dall'avvocato Nicola Ottaviani, è finito nei guai sabato scorso, quando i carabinieri della stazione di Frosinone, guidati dal maggiore Matteo Branchinelli, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, firmata dal gip del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante. Secondo le accuse il frusinate aveva malmenato la madre e sorella per gestire i negozi di famiglia e avere i soldi per acquistare la droga. In dieci giorni, secondo gli investigatori, avrebbe comprato cocaina e hashish per 9.000 euro.
In passato, il ragazzo aveva trascorso un periodo agli arresti domiciliari in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Poi la madre si era impietosita e aveva deciso di farlo tornare a casa, sperando che fosse cambiato dopo quella esperienza.
Venerdì è finito in carcere con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. Ma il trentasettenne respinge le accuse e sostiene di non aver picchiato la mamma e la sorella e che il denaro lo ha preso dalle casse dei negozi di famiglia, soldi che vanno dai 500 alle 1.000 euro a volta, perché appartiene anche a lui. Gli spettano di diritto. A denunciare il figlio è stata la madre. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell'Arma, il giovane, lo scorso marzo, nel giro di dieci giorni sarebbe arrivato a spendere 9.000 euro per acquistare la sostanza stupefacente. Quando la madre ha cominciato a stringere i cordoni della borsa, il figlio è andato su tutte le furie. Temendo per la propria incolumità personale e dell'altra figlia, la donna ha deciso di denunciare ai carabinieri quanto le stava accadendo.