Si era invaghito di una sua dipendente molto più giovane di lui. Ma lei non ne voleva sapere. Per cui un imprenditore del capoluogo, colmo di rabbia, avrebbe studiato un'altra strategia. Quella di "rubare" foto e immagini piccanti di lei in bagno e nello spogliatoio. Solo che le telecamere sono state scoperte e D.B., 55 anni, è finito nei guai per le molestie sessuali e la violazione della privacy.
La procura ha chiuso la fase delle indagini preliminari e lo ha notificato all'indagato, assistito dall'avvocato Giampiero Vellucci. L'imprenditore ora dovrà valutare il da farsi, se farsi ascoltare dal magistrato che ha coordinato le indagini o presentare una sua memoria. Dopodiché starà alla procura chiedere la fissazione dell'udienza preliminare per decidere se D.B. dovrà o meno subire un processo.
I fatti, oggetto di denuncia da parte dell'ex collaboratrice, che nel frattempo si è licenziata, si riferiscono al 2015 e 2016. L'uomo avrebbe cercato di conquistare l'avvenente impiegata. Ma dopo un lungo corteggiamento non andato a buon fine, avrebbe cambiato atteggiamento. Non più galanterie, ma un attacco vendicativo direttamente sul posto di lavoro, a Frosinone. Il principale, stando alla contestazione, avrebbe orchestrato un modo per carpire nell'intimità la dipendente, nel bagno e nello spogliatoio quando si cambiava per indossare gli abiti da lavoro. Le telecamere, in base a quanto finora ricostruito, erano state collocate all'interno di una scatola porta fazzoletti, di quelle solitamente utilizzate nei bagni pubblici. A trovare l'"intruso" all'interno di quelle scatole è stata un'addetta alle pulizie che si è insospettita e l'ha consegnata alla segreteria dell'azienda nella quale, allora, lavoravano anche altre dipendenti. Che dunque sarebbero state spiate anche loro. Fatto sta che poi la notizia è arrivata alle orecchie della donna che aveva subito le avance del titolare. Ed è stata quest'ultima, una trentenne residente fuori Frosinone, una volta compreso quello che c'era nella memoria delle telecamere, a presentare denuncia. Stando a quanto rappresentato dalla donna sarebbe stata lei e solo lei la persona spiata proprio perché in passato l'imprenditore non aveva fatto mistero delle sue intenzioni.