Due giorni di sballo trascorsi in casa di due amici. Una ragazza di Frosinone, all'epoca dei fatti, minore di14 anni, ieri si è costituita parte civile nel procedimento a carico di due fratelli romeni. L'accusa è di circonvenzione di incapace e di induzione ad assumere sostanze stupefacenti con l'aggravante di averlo fatto a una minore di 14 anni. I due accusati, David Marian Surdu e Liviu Iulian Surdu, difesi dagli avvocati Riccardo Masecchia e Giampiero Vellucci, hanno ottenuto di essere processati con il rito abbreviato, condizionato alla testimonianza della madre dei due. La ragazzina, invece, si è costituita parte civile attraverso l'avvocato Enrico Pavia. I fatti oggetto del processo risalgono allo scorso aprile. Lei, non ancora quattordicenne, scompare di casa per due giorni. Si trova in un'abitazione del centro storico dove, stando alle accuse, viene convinta dai due romeni a vendere un cellulare per comprare droga.E, in quella casa, avrebbe consumato hashish e cocaina. La ragazza, dopo la denuncia dei genitori, venne ritrovata dai carabinieri che avviarono un'indagine sull'accaduto.
Al termine degli accertamenti venne emessa un'ordinanza di custodia cautelare a carico di entrambi i fratelli, uno dei quali David Marian, in quel periodo si trovava agli arresti domiciliari. Questi finì in carcere, dove attualmente si trova, mentre il congiunto ebbe gli arresti domiciliari. La ragazza fu sentita con un incidente probatorio e raccontò la sua versione dei fatti. Stante la minore età, la procura ha ipotizzato anche il reato di circonvenzione d'incapace oltre all'induzione ad assumere droga. Dal canto loro, i due imputati respingono le accuse e negano di aver venduto il cellulare della ragazza per acquistare lo stupefacente. In più evidenziano che la descrizione della stanza dove la ragazza sarebbe stata costretta non corrisponde alla realtà dei fatti. Da qui la richiesta di rito abbreviato condizionato ad ascoltare la madre dei due sulla presenza della minore, maanche sulla composizione della stanza.