Vincenzo D'Itri, 45 anni, è ai domiciliari, condannato a 3 anni e 8 mesi per droga. L'uomo, residente a Frosinone, ha scelto il rito abbreviato. Il pm aveva chiesto il doppio della pena, ma gli sono state riconosciute le generiche prevalenti, come richiesto dal difensore, l'avvocato Marco Maietta. D'Itri era stato arrestato a ottobre dello scorso anno. I carabinieri trovarono in cantina 800 grammi di cocaina. La sostanza stupefacente era in un vecchio torchio in disuso e nascosta in un maglione.

La ricostruzione

I fatti risalgono al 13 ottobre del 2017 quando, stando alle accuse, i militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Frosinone, nel corso di un servizio di controllo del territorio hanno intercettato un trentenne a bordo del suo scooter. Dai controlli è emerso che i documenti del mezzo non erano in regola. Mancava della copertura assicurativa del motorino, ed è stato così, sottoposto a sequestro.
A riaccompagnare il ragazzo a casa si era presentato proprio D'Itri, un suo parente, il quale però, alla vista dei militari, è apparso agitato, nervoso e impaziente di allontanarsi. L'atteggiamento, però, ha subito suscitato l'attenzione e insospettito gli uomini dell'Arma che hanno deciso, quindi, di perquisire tutta l'abitazione del quarantacinquenne frusinate.

Gli accertamenti

Dalla perquisizione domiciliare, effettuata dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Frosinone, è stato rinvenuto un cospicuo quantitativo di droga, abilmente nascosto dentro un vecchio torchio in disuso della cantina. La sostanza stupefacente è stata trovata avvolta in un maglione consunto e liso. All'interno c'erano circa 800 grammi di cocaina pura. Un quantitativo di stupefacente che, secondo gli investigatori, una volta mescolato con altre sostanze per aumentarne il peso e venduto in polvere o crack, avrebbe fruttato, al dettaglio, oltre 130.000 euro, incrementando cioè di tre, quattro volte il valore d'acquisto.
L'uomo era stato trovato anche in possesso di due bilancini di precisione, utilizzati per il confezionamento delle dosi. Per lui scattò, quindi, l'arresto, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L'uomo, difeso dall'avvocato Maietta, ha optato per il rito abbreviato. Il giudice lo ha condannato a tre anni e otto mesi, sostanzialmente il minimo della pena che gli potesse dare. Il pm aveva chiesto, invece, sei anni e quattro mesi. Per lui la misura dei domiciliari.