Violentata dal patrigno, rimase incinta di un bambino. Una storia da incubo per una ragazza di Ferentino, iniziata quando aveva otto anni.
Per quelle violenze la procura di Frosinone non fa sconti. Ieri, il pubblico ministero Barbara Trotta ha chiesto per l'uomo, 64 anni, anch'egli di Ferentino, la condanna a quindici anni di carcere. Un atto d'accusa pesante quello del pm che ha coordinato le indagini, culminate il 15 maggio 2014, con l'arresto dell'uomo, accusato oltre che di violenza sessuale anche di maltrattamenti in famiglia nei confronti dei fratellini della vittima.
Una ragazza sotto ricatto del compagno della madre, così il rappresentante dell'accusa ha descritto la ragazza che, per anni, ha subito le attenzioni sessuali dell'uomo, divenute vere e proprie violenze sessuali quando la ragazza è diventata più grande, anche se ancora minorenne. Il caso fu portato all'attenzione dei carabinieri grazie alla tenacia del fidanzato di lei. La ragazza, infatti, a un certo punto era rimasta incinta. Quando il piccolo è nato, il test del Dna ha confermato che il padre era il patrigno. A quel punto il fidanzato - secondo quanto ricostruito dall'accusa - avrebbe chiesto alla ragazza di mettere nero su bianco le accuse. Ma la denuncia rimase su un tavolo finché lo stesso fidanzato non portò il caso ai carabinieri di Ferentino. Questi, coordinati dalla compagnia di Anagni, per sei mesi indagarono sull'uomo, anche attraverso le intercettazioni. Da lì è emerso il quadro probatorio che ha portato la procura a chiedere l'arresto dell'uomo che dopo il carcere finì ai domiciliari e ora è sottoposto all'obbligo di firma. Con la minaccia di non farla più uscire di casa o di lasciarla senza sostentamento l'uomo - secondo l'accusa - sarebbe riuscito a tenerla per un lungo periodo sotto scacco. Come ricostruito anche dalla consulenza la vittima trovò difficile denunciare perché - come spesso accade in casi del genere - si sentiva colpevole perchè partecipe dell'abuso. Fatto sta che, vinta la diffidenza, la ragazza ha raccontato quanto subito e, ora, si è rifatta una nuova voita. Nel frattempo la vicenda giudiziaria ha fatto il suo corso. Ieri il pm ha depositato le sue conclusioni al tribunale di Frosinone. Conclusioni che puntano alla condanna dell'imputato. Un uomo, secondo l'accusa malato di sesso. Tanto che, dopo il sequestro dei computer, venne aperto un procedimento a parte per il possesso di foto a contenuto pedopornografico, rinvenute nel pc.
La vittima è risultata fortemente provata da questa storia tanto da avere una nevrosi. Dopo la requisitoria del pubblico ministero, è stata la volta della parte civile, l'avvocato Mario Cellitti che rappresenta la ragazza, formulare le proprie richieste con una proposta di risarcimento danni da 150.000 euro. La prossima udienza, a fine giugno, invece, sarà dedicata all'arringa dell'avvocato Giampiero Vellucci, difensore dell'imputato.