Una scenata di gelosia che rischia di far chiudere una piazza di spaccio. E che mette carabinieri e polizia sulle tracce anche di altri partecipanti a un'associazione accusata di spacciare droga alla cosiddetta "finestrella" del casermone. Durante le migliaia di ore di ascolto, tra intercettazioni telefoniche e ambientali, gli investigatori a un certo punto si sono imbattuti in un intreccio sentimentale che li ha portati a scoprire, dalla viva voce degli stessi partecipanti, che il giro era molto più ampio di quello fino a quel momento monitorato.  È quanto emerso durante il processo bis agli Intoccabili. Ovvero il procedimento a carico di quanti, 54 imputati, in prima battuta, non hanno scelto riti alternativi. E, per una singolare coincidenza, l'udienza, ieri davanti al tribunale di Frosinone (presidente Farinella, a latere Valchera e Palladini) si è celebrata all'indomani del processo d'appello (ai promotori e organizzatori dell'associazione nonché alle figure loro vicine) in corso di svolgimento a Roma. Lunedì come ieri l'udienza è stata dedicata principalmente alle difese. Nel primo caso per le arringhe in attesa del pronunciamento della Corte d'appello che dovrà confermare o riformare le pesanti condanne inflitte in primo grado con il rito abbreviato, nel secondo per il controesame di uno dei testi introdotti dal pubblico ministero Adolfo Coletta, nella specie un maresciallo dei carabinieri di Frosinone. I difensori degli imputati, soprattutto quelli cui è contestato il reato di associazione a delinquere, hanno chiesto al maresciallo di specificare nel dettaglio l'attività d'indagine. Il teste ha riferito delle intercettazioni, attraverso le quali gli investigatori hanno ricostruito l'attività di spaccio, soprattutto nella finestrella di corso Francia, ma anche in altri punti della città, come viale Grecia. Informazioni utili che hanno consentito di effettuare sequestri e arresti. Il teste ha raccontato di un'intercettazione ambientale del settembre del 2013: a un certo punto, uno degli indagati si era innamorato della sorella di un soggetto che poi verrà indagato a sua volta. Ed era andato via di casa. La moglie del primo si arrabbia - spiega il teste - e pretende l'allontanamento di alcuni personaggi vicini alla ragazza. Gli indagati - racconta il teste - si preoccupano che la piazza di spaccio venga chiusa. Uno di loro, in una famosa intercettazione dirà "che lascio una piazza da 750.000 euro?". Fatto sta che chi parla, senza sapere di essere intercettato, sostiene che la piazza è sua e degli altri che hanno contribuito ad alimentarla e fa i nomi dei complici. Il carabiniere spiega che loro ascoltano, segnano gli altri nomi e cominciano a indagare anche su altri soggetti fino a quel momento non toccati dall'inchiesta.
Il teste ha riferito di una perquisizione del novembre 2013 nel corso della quale salta fuori il quaderno con la documentazione della contabilità. Il maresciallo ha poi raccontato della necessità di trasferire altrove la finestrella di corso Francia, in un primo tempo collocata al piano terra perché si faceva troppa fila. E, dunque, per non dare nell'occhio la piazza viene trasferita in un appartamento popolare - secondo quanto ripetuto ieri in aula - abusivamente venduto e adibito a luogo di spaccio.
Dalle investigazioni, sempre grazie all'ascolto delle intercettazioni, è emersa l'esistenza di un'ulteriore base di stoccaggio a Patrica. Il teste ha illustrato che, una volta raggiunti gli accordi, non era necessario che gli indagati si sentissero quotidianamente: «chi gestiva la piazza di spaccio - ha riferito al tribunale - la riforniva con dieci dosi al giorno o a giorni alterni». È venuto fuori anche un altro particolare, uno degli indagati cui gli investigatori avevano sequestrato la droga non era stato in grado di pagarla e così non era stato più rifornito. Altro caso ancora quello di un uomo che si vantava al telefono e ingigantiva il suo ruolo all'interno del gruppo. L'udienza è stata aggiornata per sentire gli altri testi del pm. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Nicola Ottaviani, Marco Maietta, Luigi Tozzi, Antonio Ceccani, Christian Alviani, Antonino e Calogero Nobile, Giampiero Vellucci, Tony Ceccarelli, Filippo Misserville, Francesco Galella, Angelo Micheli, Rosario Grieco ed Eliana Scognamiglio.