Assolto l'ex presidente della Saf Cesare Fardelli per un'ipotesi di reato riferita a un illegittimo e non autorizzato trasporto di rifiuti. Con lui, in un'aula di Tribunale, c'erano il direttore tecnico ingegner Roberto Suppressa, il titolare di un'azienda di trasporti e un autotrasportatore. Anche loro assolti.
Tutto parte da "sospetti" sui trasporti riferibili alla stazione di trasferenza di Atina. La Saf aveva realizzato una sorta di "polo aggregatore" di rifiuti, in Val Comino, per evitare nove viaggi giornalieri dai diversi comuni, condensandoli tutti in un unico viaggio da Atina a Colfelice a bordo di un enorme autoarticolato che, una volta al giorno, andava a caricare. L'indagine, partita dall'allora guardia forestale, si focalizza sul rispetto delle autorizzazioni, in particolare quelle regionali, idonee a un simile trasporto. L'ipotesi di reato era relativa alla violazione dell'art. 1 del decreto legislativo 156 del 2006: illegittimo e non autorizzato trasporto di Rsu. Ieri l'ultima fase del processo con la dimostrazione della regolarità di quei viaggi, in riferimento alle autorizzazioni, e l'assoluzione di tutti e quattro gli imputati difesi dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandala, Giampiero Vellucci e Daniele Bartolomucci.