Cavalli al pascolo e sconfinamento, un fenomeno diffuso ed un rischio molto serio su possibili violenti sviluppi. Quanto accaduto la sera di Pasquetta sui pascoli montani tra Anagni e Ferentino, l'uccisione con arma da fuoco di due giumente con loro i rispettivi puledri, oltre a rattristare ed a far montare la rabbia tra le "persone normali", ha focalizzato l'attenzione di pubblici amministratori e tutori dell'Ordine sui ripetuti segnali che non hanno avuto adeguate risposte.
Segnalazioni e denunce di danno e pascolo abusivo si sono registrate da Fucigno a Vignola, da Monti a Castellone, da Pedicate allo Stivale, ed anche da Tufano a Ronghino.
La Ciociaria non è di certo il far west, ed Anagni non è la Contea di Lincoln, ma la possibilità che una colt 45 possa cambiare bersaglio non è aleatoria. Il Comune di Ferentino, interessato da analoga vicenda, ha emesso un'ordinanza nella speranza che ogni allevatore controlli il proprio bestiame. La riunione svoltasi ad Anagni in Sala Gialla nell'ottobre scorso, non ha avuto invece alcun seguito. Eppure erano presenti amministratori comunali, dirigenti Asl e carabinieri forestali.
Se in America l'estensione di boschi e praterie, e soprattutto la vastità delle Staked Plains, ha favorito la crescita numerica dei cavalli selvaggi che si contano a centinaia di migliaia tanto che si sta studiando un mezzo per limitare la proliferazione, da noi pochi esemplari potrebbero e dovrebbero essere tollerati. In ogni caso, non si può certo pensare che "farsi giustizia da sé" rappresenti la soluzione adatta ad un problema di modesta portata.