Anche quest'anno il Grand Hotel Palazzo della Fonte sta ospitando ebrei da tutto il mondo, riuniti a Fiuggi per festeggiare la Pasqua Ebraica. Una città termale blindatissima, con le forze dell'ordine che stanno vigilano 24 ore su 24 sull'evento di rilevanza mondiale. La splendida location di Fiuggi è stata prescelta dagli ebrei, battendo l'agguerrita concorrenza di altre prestigiose strutture alberghiere italiane. Importante boccata d'ossigeno, quindi, per la perla ciociara, che ha inanellato anche quest'anno presenze importanti nei numeri e nella qualità. Intanto, è proprio di questi giorni la notizia di un importante giudizio concluso con pieno successo dalle due società titolari del Grand Hotel Palazzo della Fonte. Infatti, la proprietà della struttura alberghiera, una delle più affascinanti e importanti d'Europa, è della società "Penta Immobiliare", mentre la gestione dei servizi alberghieri compete alla società "Geneco". Cinque anni fa un dipendente della società Penta, che era stato licenziato, aveva attivato un giudizio molto delicato in cui dopo aver ipotizzato l'illegittimità del licenziamento, ipotizzava un appalto illecito con interposizione fittizia di manodopera, rivendicando l'assunzione in capo alla società "Geneco", che è quella, poi, che ha la gestione quotidiana del prestigioso albergo. In altri termini, sostenendo di dover essere assunto in "Geneco". Le due società, entrambe assistite dall'avv. Giorgio De Santis, si erano subito costituite in giudizio, apprestando le proprie difese, evidenziando l'assoluta infondatezza degli assunti del lavoratore. L'avv. De Santis, infatti, aveva sempre sostenuto la correttezza dei relativi rapporti societari, evidenziando la piena legittimità del licenziamento attivato dalla "Penta Immobiliare", proprietaria della struttura e la insussistenza di qualsiasi effettiva intermediazione fittizia di manodopera. Spiegando al Tribunale perché, nella specie, norme alla mano, non potesse ravvisarsi alcuna interposizione, né potesse ritenersi illegittimo il recesso operato, chiedendo espressamente che il lavoratore venisse condannato alle spese di lite. Il Tribunale di Frosinone, giudice dottoressa Pastore, nel corso del lungo giudizio durato circa cinque anni, ha rigettato in toto il ricorso del lavoratore, condannandolo anche al pagamento di oltre ottomila euro di spese legali. Il giudice, infatti, ha condiviso in pieno tutte le argomentazioni giuridiche dell'avv. De Santis, legale di fiducia della prestigiosa struttura alberghiera e, così, delle due società convenute in giudizio ed ha ritenuto pienamente legittimo e corretto il licenziamento del dipendente, escludendo anche la sussistenza di qualsiasi illecito appalto di manodopera. Una bella notizia per la maestosa ed imponente struttura liberty, che può buttarsi alle spalle il contenzioso concluso con successo.