È l'ennesimo cane agonizzante che salva sulle strade, quasi sempre a sue spese. È una sua virtù l'amore per gli animali e denota la sua bontà d'animo. Non è facile trovare persone così. Parliamo di Isabella Vellucci, docente e animalista di Ferentino, gestisce il rifugio Le Orme Uno. L'altro ieri, mentre era di ritorno in auto da Anagni a Ferentino, lungo la Casilina, Isabella ha recuperato un cane in fin di vita ai bordi della carreggiata, sicuramente investito. Triste il suo racconto, una storia impressionante per chi ama gli animali. «Passandogli accanto mi sono resa conto che era il corpo di un povero cane, magrissimo. Ho pensato che alla vita, presumo crudele che aveva vissuto, si sommava una morte altrettanto cattiva. È mia abitudine fermarmi sempre per constatare l'effettiva morte dell'animale. L'ho fatto. Il corpo era immobile e gli occhi fissi.
L'ho preso per spostarlo fuori dalla stradae ilcane haemesso un flebile lamento. Era ancora vivo. L'ho portato subito dal veterinario che ha riscontrato un grave trauma cranico: aveva la testa aperta a taglio, forse colpito da un paraurti.
È un cane anziano, ridotto allostremo. Sono stati messi dei punti e dovrà fare cura antibiotica e altre terapie, oltre a mangiare in modo decente per recuperare. Ma la notizia più scioccante, dopo la diagnosi, è che l'episodio non era successo da poco tempo, visto il sangue ormai secco. Gli occhi di quel cane avevano visto passare chissà quanti veicoli, avevano chiesto aiuto insilenzio, al freddo, senza ricevere nulla. Siamo indifferenti. Nonno Nanni, così l'ho chiamato, ora è al caldo, sotto flebo e lotta per sopravvivere. Se qualcuno volesse darmi una mano può farlo sotto qualsiasi forma, anche con un sacco di crocchette». Oggi il povero fido si alza in piedi, ma non cammina, resta immobile. «Ho smesso di fare flebo perché ora beve da solo alla ciotola, una piccola conquista. Anche se stimolato con cibo buono non mangia molto.