È comparso ieri mattina in tribunale, scortato dalla polizia penitenziaria. Nuovi guai giudiziari per uno dei quattro arrestati per l'omicidio di Emanuele Morganti.
Ieri è stata la volta di Michel Fortuna, l'unico frusinate del quartetto che è in attesa della decisione della Corte di Cassazione sul luogo in cui si celebrerà il processo. L'uomo deve difendersi dalle accuse di calunnia e violenza privata. Si tratta di un episodio del 2012, accaduto per questione di viabilità in via Marittima. Fortuna, stando a quanto emerso dagli atti, era in compagnia della sua compagna e stava viaggiando in auto. All'improvviso ebbe un problema con un altro automobilista. L'episodio, però, ha avuto un seguito. Gli animi si accesero in pochi attimi. Volarono parole di fuoco e fioccarono le denunce.
In modo particolare Fortuna accusò l'altro automobilista di essersi fermato e, nel corso di un'accesa discussione, di averlo minacciato. Venne presentata una denuncia per minacce e violenza privata. Denuncia che la procura di Frosinone decise di archiviare. A seguito dell'archiviazione, è nato un separato procedimento. Questa volta a finire sotto accusa sono stati Fortuna e la compagna, accusati di calunnia e violenza privata.
Ieri la vicenda è approdata sul tavolo del giudice monocratico del tribunale di Frosinone Federica Cellitti che però si è dichiarata incompetente a trattare la questione. Ragion per cui, la causa è stata rinviata e passerà sul tavolo di un magistrato togato. I due accusati dono difesi dall'avvocato Christian Alviani. Non è la prima volta che, in tribunale, si presentano, per altri motivi, gli arrestati per il delitto Morganti. È stato così in passato per Franco e Mario Castagnacci per questioni legate alla droga e anche per Paolo Palmisani, coinvolto in un abuso edilizio. Per tutti e quattro ad aprile la Cassazione dovrà esprimersi sulla richiesta della difesa di spostare altrove il procedimento per omicidio. Ma il diniego, dopo il parere negativo del relatore, sembra scontato.