Domani l'autopsia sui resti di Armando Capirchio, il pastore barbaramente ucciso e fatto a pezzi. Spetterà all'esame autoptico chiarire gli ultimi dubbi sulla dinamica della morte dell'uomo, i cui pezzi sono stati ritrovati venerdì scorso, dopo mesi di ricerca, all'interno di una grotta di Lenola in dei sacchi. Saranno anche da analizzare le tracce di Dna nei sacchi di juta e sul luogo del ritrovamento del cadavere. Come è morto Armando Capirchio? Come ipotizzato finora, ossia vittima di un omicidio commesso a fucilate? E perché è stato fatto a pezzi, e con quale strumento? E chi ha aiutato l'omicida a compiere la disumana operazione? Un complice? O ha fatto tutto da solo? Risposte che dovrà cercare di dare il consulente Saverio Potenza con il supporto dei Ris. Risposte attese dai familiari del pastore ucciso, su cui è piombata una tragedia dai contorni inimmaginabili e ferocemente crudeli, ma anche dagli abitanti della Valle che, dopo lo sgomento e l'orrore, ora chiedono solo giustizia per Armando Capirchio, per i suoi famigliari, per un paese che volente o nolente porterà per sempre addosso l'infamia di questo brutale crimine. Intanto oggi Michele Cialei, l'uomo in carcere dal 12 dicembre con l'accusa di essere l'assassino del pastore vallecorsano, compie 52 anni. Un compleanno amaro per un uomo che è dietro una cella da oltre tre mesi solo con la sua coscienza, dopo la richiesta del sostituto procuratore Vittorio Misiti accolta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Frosinone, Antonello Bracaglia Morante. Intanto nei prossimi giorni Cialei attende la visita del suo legale per decidere la linea difensiva e valutare la nomina di un pro.