Comportamenti omissivi. È quanto si ricaverebbe dall'elaborato del perito che ha effettuato gli accertamenti tecnici per fare luce sulla morte di Mario Arduini, 62 anni, originario di Pofi, ma da anni residente a Ferentino. Il decesso è avvenuto lo scorso anno. E proprio a distanza di pochi giorni dal primo anniversario della morte, sono arrivate le risposte da parte del perito incaricato dal pubblico ministero. La famiglia si è rivolta all'avvocato Giampiero Vellucci al fine di essere tutelata nell'eventuale procedimento penale nei confronti di medici e infermieri per l'omissione che sarebbe stata ravvisata dal perito. Quest'ultimo avrebbe evidenziato il mancato svolgimento di un esame che, in base ai protocolli clinici, doveva essere effettuato al paziente ogni tre ore. E questo potrebbe aver determinato la morte di Mario Arduini. Un soggetto iperteso, un cardiopatico, un uomo in sovrappeso. L'uomo, peraltro, sarebbe stato colpito da un infarto nel 2000. Questo era emerso lo scorso anno dai primi esiti dell'autopsia sulla salma di Mario Arduini, dal medico legale. L'uomo è deceduto il 30 marzo dopo aver subito due ricoveri nell'arco di 24 ore e prima di giungere in coma all'ospedale Spaziani. Il bidello dell'Itis "don Morosini" si sarebbe sentito male il 29 marzo intorno alle 8 e 15 proprio all'interno della struttura, poi, alle 17 e 30, sarebbe stato dimesso dal nosocomio frusinate. Nel corso della stessa serata avrebbe avuto un altro malore, ma il giorno seguente sarebbe stato dimesso di nuovo. La sera del 30 marzo i suoi familiari avrebbero chiamato un'altra volta l'ambulanza, ma l'uomo era già in condizioni disperate. La Procura sul caso ha aperto un'inchiesta. Si tratta di capire se questa morte sia il frutto di una negligenza o se le cause siano naturali. Due gli indagati. La notizia del decesso del bidello aveva destato molto dolore nei "suoi" studenti".