È stata fissata l'autopsia sul corpo di Armando Capirchio. Si terrà giovedì l'esame per capire come l'allevatore di Vallecorsa, i cui resti sono stati recuperati in una grotta di Lenola, sia stato ucciso.
Così è stato deciso nella giornata di ieri dalla procura di Frosinone che indaga sulla sparizione prima e l'omicidio poi di Armando Capirchio. Il pm ha affidato un doppio incarico al professor Saverio Potenza per l'esame medico-legale e a un ufficiale del Ris per le tracce biologiche rinvenute sul corpo della vittima e sulle buste. In quest'ultimo caso per cercare i complici dell'omicida.
In carcere da dicembre, con l'accusa di omicidio e occultamente di cadavere, c'è l'allevatore rivale di Capirchio, Michele Cialei. Quest'ultimo finora non ha mai risposto alle domande dei magistrati che l'hanno interrogato in merito al delitto, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Probabile, a questo punto che, in mano i risultati, ancorché parziali, dell'autopsia, il pubblico ministero che coordina l'indagine, il sostituto procuratore Vittorio Misiti voglia risentirlo. Il suo legale, l'avvocato Camillo Irace del foro di Santa Maria Capua Vetere, al momento è alla finestra e sta valutando se nominare o meno un proprio consulente per l'autopsia. «Nell'immediato andrò a informarlo - spiega l'avvocato - anche se immagino che sia stato già informato degli ultimi sviluppi. Per adesso non è che le cose siano cambiate: abbiamo solo la notizia del ritrovamento del defunto». Si attendono eventuali mosse della procura. «Vediamo se il pm avrà voglia di sentirlo, immagino, se vorrà farlo, che lo farà dopo i risultati dell'autopsia», conclude il penalista.
Cero è che, con il ritrovamento del corpo, e in quali condizioni (i resti smembrati e nascosti in più sacchi del tipo di quelli per il mangime degli animali), la posizione di Cialei si è aggravata. I carabinieri che hanno condotto le indagini, tuttavia, sono convinti che l'allevatore non possa aver agito da solo. Qualcuno, se non nell'omicidio, almeno nella fase del sezionamento del cadavere e nell'occultamento, deve per forza averlo aiutato. Al momento, però, sul registro degli indagati figurano unicamente due nomi, Cialei padre e il figlio Terenzio, quest'ultimo difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci.
L'esame autoptico e i test sui sacchi di juta potranno dire molto. Per prima cosa come Capirchio sia stato ucciso. L'ipotesi è che sia stato ferito mortalmente a fucilate, colpito forse una o due volte su un sentiero nella zona dove Armando accudiva le sue bestie. Poi si dovrà stabilire con quali strumenti il corpo sia stato sezionato. E ancora, grazie ai carabinieri del Ris che sono intervenuti sul luogo del ritrovamento dei resti, avvenuto venerdì in una grotta in località Ambrifi, si cercheranno altri profili genetici. La speranza degli investigatori del colonnello Fabio Cagnazzo, coordinati dal sostituto procuratore Vittorio Misiti, è che sul corpo della vittima, sulle buste usate per nasconderne il corpo e sul posto ci siano tracce del Dna di altri. Ovvero di chi ha aiutato l'arrestato - secondo l'ipotesi investigativa - a sbarazzarsi del corpo di Capirchio.
Finora, la ricostruzione dei carabinieri è che Cialei ce l'aveva con Capirchio. Per delle vecchie ruggini legate ai pascoli: il primo alleva bovini, l'altro cavalli e pecore. Ma soprattutto per un recente episodio del quale Cialei imputava Capirchio, ovvero la morte di tre sue mucche. A cena, in casa di amici, come ricostruito dal gip nell'ordinanza di custodia cautelare, eseguita lo scorso 12 dicembre, a carico di Cialei, lo stesso si sarebbe sfogato, manifestando un proposito di vendetta. E il giorno seguente, come ricostruito dall'accusa, sulla base anche delle testimonianze raccolte, contrariamente alle proprie abitudini Cialei esce armato di fucile. Poi lo si vedrà armeggiare con delle buste, simili a quelle ritrovate nella grotta di Ambrifi.
Nel frattempo la famiglia Capirchio, che si è rivolta all'avvocato Filippo Misserville, assiste con trepidazione agli ultimi eventi. Dopo aver ringraziato quanti si sono spesi per il ritrovamento del corpo del loro caro, ora chiede di sapere tutta la verità. E un primo aiuto potrebbe arrivare proprio dall'autopsia.