Una giornata particolare, quella di ieri, nella quale gli amici, in due distinti momenti, hanno voluto ricordare, ad un anno dalla morte,Emanuele Morganti. Il ventenne che dopo il pestaggio all'esterno del "Miro Club", in piazza Regina Margherita nella notte tra il 24 e il 25 marzo 2017, perse la vita il giorno dopo. Una vicenda che sconvolse la città intera, diventando un caso nazionale vista la brutalità dell'aggressione. Una storia su cui si vuole mantenere alta l'attenzione.

La messa e la preghiera
Ieri mattina alle 10 si è celebrata la messa nella chiesa parrocchiale di Maria Santissima Regina, in contrada Tecchiena Castello. La funzione è stata celebrata da don Ettore e ha visto la presenza, oltre che di tanti amici e parrocchiani, dei familiari del ventenne ucciso che, rinchiusi nel loro dramma, hanno partecipato alla funzione. Questo è stato il momento più emozionante durante la celebrazione in onore della "Domenica delle Palme", preceduta dal tradizionale corteo d'ingresso nel luogo di culto. Una funzione dove il dolore e il silenzio sono stati i protagonisti assoluti, nel quale il ricordo della tragedia, a distanza di un anno, ha toccato i cuori dei presenti. Emanuele non è stato dimenticato: la terribile vicenda vive ora il suo percorso giudiziario, ma chi gli ha voluto bene non perde occasione per manifestare vicinanza alla famiglia per quanto accaduto.
Il secondo appuntamento c'è stato alle 19.30 quando, proprio davanti a quel locale di piazza Regina Margherita, nel cuore del centro storico di Alatri, dove Emanuele fu brutalmente picchiato, si è svolto un momento di preghiera. Ad organizzarlo gli amici, la partecipazione è stata massiccia. Presente il coro del
"Miserere Scurano" che ha dedicato uno dei suoi canti più tradizionali che ha squarciato il silenzio della piazza e coinvolto i presenti. Veramente un momento toccante, a cui poi ne sono seguiti altri. Tra questi un minuto di silenzio e poi l'abbraccio collettivo di tutti i presenti.