Aggredisce verbalmente e fisicamente i genitori. Addirittura minaccia il padre con un coltello, costringendolo alla fuga. Ma è proprio questo impeto eccessivo da parte del figlio che induce il familiare a rompere il muro del silenzio e a comporre il 112. A questo punto, la svolta. E grazie a questo atto di coraggio, i carabinieri arrivano immediatamente sul posto e riescono a intervenire.
La ricostruzione
Un inferno tra le mura domestiche. Un figlio che si trasforma in un "nemico"dal quale difendersi. Un incubo familiare sfociato in arresto. La situazione, iniziata tempo addietro, ha il suo epilogo giovedì quando il personale del comando stazione carabinieri di Sant'Apollinare, coordinato dal capitato della caserma di Cassino Ivan Mastromanno,arresta un ragazzo di 23 anni del Cassinate, responsabile dei reati di "maltrattamenti, percosse, minacce aggravate e porto abusivo di armi bianche", commessi nei confronti dei propri genitori, conviventi. Il giovane, infatti, viene bloccato dai militari subito  dopo aver aggredito prima verbalmente e poi fisicamente, i propri genitori. Poco prima infatti il ragazzo ha minacciato di morte il padre, puntandogli contro un coltello a serramanico: il genitore,impaurito, riesce a sottrarsi a quel fendente e a fuggire all'esterno dell'abitazione, dove chiede l'intervento dei Carabinieri.
Arrivati sul posto, lo trovano ancora all'interno dell'appartamento e, nonostante la loro presenza, cerca ancora una volta di scagliarsi contro i genitori, minacciandoli di morte. Così viene sottoposto a perquisizione personale: è in possesso di due coltelli a serramanico finiti sotto sequestro. Stante la flagranza dei reati, viene dichiarato in arresto e portato nella casa circondariale di Cassino. I militari accertano anche che le azioni vessatorie effettuate dal giovane nei confronti dei genitori, sono iniziate nel novembre 2017, subito dopo che lo stesso ha perso il lavoro che svolgeva in una nota industria di Cassino. Tanti gli episodi di violenza commessi nei loro confronti ma non sarebbero mai stati denunciati per amore verso il figlio e nella speranza che potesse ravvedersi. Intanto il ragazzo difeso dall'avvocato Sergio Messore,dopo la convalida dell'arresto avvenuta giovedì sera, è stato rimesso in libertà con l'obbligo di non avvicinarsi ai familiari e alla loro abitazione.