Operazione antiusura dell'Arma, tutti rinviati a giudizio. I sei coinvolti nell'inchiesta "I Monatti" dovranno affrontare il processo in cui sono chiamati a difendersi dalle accuse, pesantissime (sebbene in misura diversa a seconda delle posizioni), a partire dal prossimo 29 maggio. La richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero aveva riguardato giovedì della scorsa settimana tutti i coinvolti nella maxi operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Cassino. La stessa che aveva portato nell'ottobre del 2017 all'esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di Maurizio e Giuseppe Sardelli di Pontecorvo, Silvana Spada, Gerardo Bottiglieri, Massimo Morra e Gianluca Russo. Per gli inquirenti, sarebbero risultati in varia misura responsabili di episodi di usura, estorsione, e lesioni personali in danno di alcuni commercianti. Giovedì scorso la richiesta di rinvio a giudizio e una parte delle discussioni degli avvocati Emanuele Carbone per Silvana Spada; Angelo Pollino per Bottiglieri e Mariano Giuliano per gli altri. Ieri, dopo la fine delle discussioni, la decisione del gup Scalera: tutti a processo. È doveroso però precisare che i coinvolti, anche dopo il Riesame, mantengono posizioni diverse: Giuseppe Sardelli (nei cui confronti era stata annullata l'ordinanza) è libero; Silvana Spada ha solo un obbligo di presentazione alla pg; gli altri restano ai domiciliari.
L'inchiesta
L'operazione nasce da un episodio incendiario del marzo del 2016, quando un rogo danneggiò un'intera attività di produzione di materassi nell'hinterland della città martire. Da quel momento i militari di Cassino diedero vita a un'attività certosina da cui, però, sarebbe spuntato un altro filone: quello di un presunto giro di estorsione ai danni prima di tutto di commercianti in difficoltà. Dopo oltre un anno di intenso lavoro, i militari hanno tirato le somme: i tassi usurari riscontrati secondo i dati raccolti dall'Arma avrebbero superato in un caso persino la soglia del 400%, partendo da un calcolo "base" del 25-30% in più. «A fronte di un prestito di 15.000 euro a un commerciante di Cassino, gli sarebbe stata imposta la restituzione di 20.000 euro in un anno» dichiarò il capitano Ivan Mastromanno della Compagnia di Cassino durante la conferenza stampa indetta per spiegare la complessa operazione.