Ignoti lanciano sassi contro le finestre degli appartamenti che ospitano i profughi e danno fuoco al tappeto antistante il portone dell'abitazione. Gli extracomunitari impauriti reagiscono ed escono fuori dall'edificio in prossimità della strada. L'episodio si è verificato nel cuore della notte, intorno alle 2, fra mercoledì e giovedì scorso. Alta la tensione nella notte a Ceprano, in via Padre Domenico Passionista, nella zona in cui è ubicata la palazzina dove, al primo piano, risiedono venti extracomunitari. Fortunatamente la situazione è stata gestita senza conseguenze; sul luogo sono intervenuti gli uomini del luogotenente Bruno Falena, contenendo la reazione dei profughi. Un grave episodio di intolleranza e razzismo, seguito da una reazione forse esasperata di chi non si sente "ospite gradito".
Inizialmente la notizia era stata data focalizzandosi sulla reazione degli extracomunitari che, muniti di bombole di gas, sedie e altri oggetti, pare avessero bloccato al transito delle autovetture, la strada comunale. Versione fortemente "criticata" dal sindaco Marco Galli che ieri mattina, appresa la notizia, ha raggiunto la palazzina di via Padre Domenico Passionista per parlare con i venti extracomunitari. «È inquietante che siano date alla stampa notizie non verificate che rischiano di creare problemi di intolleranza afferma il sindaco L'altra notte, persone al momento ignote, hanno lanciato pietre ancora una volta, contro una palazzina che ospita giovani immigrati, rompendo persiane e vetri, e, contestualmente, hanno appiccato il fuoco contro il portoncino d'ingresso dell'abitazione che si trova al primo piano dello stabile. A quel punto, i ragazzi che si trovavano all'interno, impauriti, sono scesi per le scale e sono rimasti in attesa nel piazzale antistante la palazzina. Nessuna protesta, nessuna bombola del gas, nessuna occupazione delle strade. È davvero incomprensibile come sia stato possibile raccontare cose mai accadute. È da irresponsabili -commenta e aggiunge- Resta la gravità dell'atto, compiuto da incivili, che poteva trasformarsi in tragedia. Quando dico che bisogna ragionare prima di parlare, poiché il fenomeno dell'immigrazione è complesso e non può essere affrontato sulla base di slogan e/o dichiarazioni populiste, è anche per evitare il rischio che qualche imbecille si lasci andare a gesti criminali e pericolosi. Sicuramente ci sono molte cose che non vanno nella gestione dei flussi soprattutto laddove si lascia alle cooperative l'onere di una gestione che non può limitarsi a trovare un alloggio dove collocare gli immigrati. Si dovrebbero prevedere percorsi di integrazione che, per la maggior parte dei casi, non esistono -e conclude- Mi appello alla sensibilità del Prefetto, sempre attento alle problematiche dei territori, affinché ci sia un maggior controllo nell'assegnazione alle cooperative degli immigrati, così da evitare la sproporzione tra un Comune e l'altro e situazioni di difficile gestione in alcune comunità».