Droga nascosta nella cassaforte, il giudice Sodani convalida la misura e rimette in libertà l'imprenditore con il solo obbligo di firma. Nei suoi confronti il pm De Franco aveva chiesto la misura custodiale. A convincere il giudice è stata la tesi della difesa dell'imprenditore, rappresentata dall'avvocato Emanuele Carbone. A mettere le mani invece su 9 grammi di coca, buste tagliate per il confezionamento delle dosi e diversi bilancini di precisione tutto custodito all'interno di una cassaforte erano stati domenica gli uomini della Aliquota Radiomobile di Pontecorvo. I militari, per poter recuperare sia lo stupefacente sia il materiale da confezionamento avevano richiesto l'intervento di un fabbro per poter aprire la porta del caveau. L'imprenditore era quindi finito ai domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ed era partita la "caccia" ai clienti. L'avvocato Carbone ieri mattina ha convinto il giudice del fatto che, nonostante la droga e la strumentazione, non vi fossero elementi certi della destinazione a terzi, tenuto conto anche delle condizioni economiche del quarantacinquenne nonché del luogo dove è stata nascosta la droga: se fosse stata destinata allo spaccio sarebbe forse stato prediletto un nascondiglio più "comodo"
Il risvolto
Droga nascosta nel caveau: imprenditore già rimesso in libertà dal giudice
Pontecorvo - Nei suoi confronti il pm De Franco aveva chiesto la misura custodiale. Ma l'avvocato dell'imprenditore è riuscito a fargli avere il solo obbligo di firma
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