Un anno di convivenzae poi la rottura. Da quel momento, per un imprenditore di Frosinone inizia un incubo nel quale la stalker è una donna. La sua ex che non si era rassegnata alla fine del rapporto sentimentale. In un mondo in cui nella maggior parte dei casi a infastidire il vecchio amore è un uomo, fa notizia che,nelle vesti di imputati, è una donna, F.D.
Ieri nei confronti di quest'ultima si è aperto un processo davanti al giudice monocratico del tribunale di Frosinone Silvia Fontebasso. L'imprenditore del capoluogo, che in udienza preliminare siera costituitopartecivile, èrappresentato dall'avvocato Vittorio Vitali, lei, che fa la postina ed è residente in un centro poco fuori Frosinone, è difesa dall'avvocato Simone Galluccio. Il magistrato, preso atto che nei confronti della donna pende un altro procedimento, per fatti analoghi, davanti al giudice Pierandrea Valchera, ha rinviato l'udienza al 7 maggio in modo da consentire la riunificazione e la trattazione unica dei due procedimenti.
Alla donna, nel processo di ieri, vengono contestati i reati di atti persecutori e danneggiamento dell'auto dell'ex compagno.
Dopo un anno di convivenza con un figlio, è l'uomo, con un'altra relazione alle spalle ormai finita, a decidere di rompere.
Siamo alla fine del 2015. Una separazione burrascosa: a giugno dell'anno successivo, lui presenta una prima querela.
Si sente nel mirino della donna che vorrebbe riallacciare i nodi della relazione. Racconta di esser vittima di una lunga serie di lettere minatorie e altri gesti che lo costringono ad integrare per ben quattro volte la querela. L'imprenditore denuncia di aver ricevuto delle missive con frasi minatorie come "ti ammazzo", "la tua auto esploderà", ma anche "attento a tuo figlio".
L'anonimo mittente si firmava "zigaro" senza la enne o "mafia". Avrebbe vantato anche amicizie con alcune famiglie rom.
Le lettere erano scritte con caratteri adesivi, ma anche di pugno.Stando alle perizie grafologiche fatte svolgere dalla procura e dall'imprenditore, le missive sarebbero state scritte con la sinistra da una destrimana. Un sistema utilizzato a volte da chi pensa così di non essere riconosciuto senza sapere che in tal modo non inganna l'occhio del perito. La donna, peraltro, ha rifiutato il saggio grafologico. Una ventina le lettere inviate, di cui una con un paio di slip da donna. Alcune depositate direttamente a mano, altre regolarmente affrancate. In base ai risultati delle indagini, la donna sarebbe riuscita anche a introdursi in casa dell'ex per disegnare sul portone una croce nera e una rosa dello stesso colore in occasione dell'8 marzo.
In un'altra occasione, l'uomo ha denunciato di aver trovato l'auto completamente verniciata di rosso e blu, dentro e fuori.
Gli episodi lamenta la persona offesa sarebbero continuati anche dopo l'avviso di conclusione delle indagini preliminari.