E adesso il caso dell'isola ecoloigica potrebbe finire all'attenzione della procura della Repubblica. «Stiamo raccogliendo in un corposo fascicolo tutta la documentazione inerente l'eventuale inadempienza contrattuale al fine di accertare eventuali omissioni» dice il consigliere di opposizione ed ex assessore alle finanze Enzo Salera il giorno dopo che il centro di conferimento rifiuti di via Pescarola è stato messo sotto sequestro dai carabinieri forestali di Atina per presunte irregolarità nel conferimento di inerti. «Una vicenda che nasce nel 2013 con la raccolta differenziata» aveva commentato ieri il sindaco. «Ora basta. D'Alessandro deve smetterla di dare a noi la colpa di tutti i suoi fallimenti» dice oggi Salera. Quindi l'ex assessore alle finanze, dopo un breve excursus sul capitolo differenziata arriva al punto cruciale riguardante l'isola ecologica, e spiega: «Al punto 22 del disciplinare tecnico prestazionale si da come termine ultimo quello di 30 giorni dalla stipula del contratto (31 ottobre 2016) per la realizzazione di un nuovo centro di conferimento collettivo in sostituzione di quello attuale. Come si vede nel video che gira sul web in questi mesi». Al punto 5 del Capitolato speciale si da come termine ultimo quello di 1 anno dalla stipula del contratto (31 ottobre 2016) per la realizzazione di un nuovo ecocentro. E anche in questo caso obiettivo mancato. Ma si sa - ironizza l'opposizone - il sindaco, la sua giunta e i consiglieri in questo anno sono stati molto occupati ad organizzare cene e comizi per la mancata elezione del mentore Mario Abbruzzese. Il risultato è che ad oggi ancora si sa nulla sia del centro di conferimento collettivo sia del nuovo ecocentro. Il paragone che facciamo è questo: è come se all'acquisto di una nuova autovettura pagata a rate ci venga consegnata una macchina senza ruote. In definitiva: due anni di immobilismo totale». Insomma l'isola ecologica, così come quella pedonale... non c'è!