C'è chi teme che da un momento all'altro le venga staccato il gas, un'altra lavoratrice ha dovuto ricorrere a una colletta delle colleghe per assistere un familiare gravemente ammalato. Altre ancora sono a rischio sfratto o non riescono a pagare le bollette. È la situazione di estrema precarietà che stanno vivendo le addette alle pulizie nelle scuole della provincia di Frosinone. In ottocento non percepiscono il salario dallo scorso giugno. E ora minacciano di bloccare l'attività scolastica.
Anche per questo i sindacati ieri mattina sono stati ricevuti dal prefetto Emilia Zarrilli. All'incontro erano presenti le sigle Cgil, Cisl e Uil con le categorie Filcams, Fisascat e Uil trasporti. «Durante la riunione - recita una nota della prefettura - si è appreso che il prolungarsi di tale situazione sta causando un forte stato di esasperazione tra le maestranze che potrebbe sfociare in una possibile turbativa per l'ordine e la sicurezza pubblica». La data X è mercoledì prossimo, il 21 quando è prevista una manifestazione che da piazzale Kambo percorrerà le strade di Frosinone per arrivare alla sede dell'ufficio scolastico provinciale. Se in quella sede non si troverà una soluzione, le lavoratrici minacciano di bloccare i servizi di pulizia «con conseguente - nota la prefettura - grave nocumento sotto l'aspetto igienico-sanitario». Il prefetto Zarrilli, al quale è andato il plauso delle lavoratrici per l'interessamento e l'impegno nella vicenda, si è impegnato a rivolgere un'istanza al Miur «affinché venga attentamente valutata la vicenda segnalata, adoperandosi ove possibile, per una tempestiva risoluzione della questione, con l'assunzione di ogni utile provvedimento».
I sindacati al prefetto hanno esposto tutte le loro preoccupazione e anche la difficoltà a contenere lo stato di profondo disagio delle lavoratrice. In massima parte si tratta di ex Lsu «con un percorso di sofferenza che li ha visti in grosse difficoltà - spiega Dario D'Arcangelis della Cgil - Da otto mesi sono in condizione di buio totale». Senza stipendio da giungo, in molti faticano ad arrivare a fine mese. Ma, una soluzione tampone ci sarebbe. Quella di far retribuire i lavoratori direttamente dalle scuole. C'è chi già l'ha fatto in un istituto di Frosinone. Ma è l'unico caso in provincia.
«La situazione attuale - chiarisce D'Arcangelis - è legata alla possibilità di fare ricorso». Come reazione alla revoca dell'appalto al raggruppamento temporaneo d'imprese Ma.Ca-Servizi generali-Smeraldo che si era aggiudicato il lotto 5, quello di Frosinone e Latina. «Per la prima volta la Consip ha revocato un appalto - conferma il sindacalista - Significa che ha accertato la non congruità dell'agire con quanto stabilisce il capitolato d'appalto. Loro, comunque, hanno fatto ricorso. Il Miur con una circolare ha bloccato il pagamento delle fatture e loro hanno reagito così. Il Miur però ha concesso ai dirigenti scolastici la possibilità di andare in surroga e pagare direttamente le lavoratrici, essendo gli istituti i committenti». Solo che tale possibilità è stata seguita solo a Frosinone.
I sindacati confermano la decisione di scendere in piazza mercoledì con corteo fino all'ex provveditorato. «Se il 21 non avremo risposte bloccheremo le pulizie mettendo a rischio la prosecuzione dell'anno scolastico - afferma D'Arcangelis - Qui parliamo di donne non più giovani, alcune con gravi problemi familiari che rischiano pignoramenti, distacchi delle forniture perché non riescono a pagare le bollette. Le colleghe hanno dovute fare una colletta per una lavoratrice con un congiunto gravemente ammalato che non aveva i soldi del carburante dell'auto per poter assistere il familiare».
I sindacati non la mandano certo a dire. «È un atteggiamento che rasenta l'illegalità - conclude l'esponente della Cgil - La nostra intenzione è spostare l'attenzione sulla parte più debole. Ma servono atti di coraggio».

Raffaele Calcabrina

«Da 8 mesi senza stipendio. Basta lavorare gratis». È il grido d'allarme delle centinaia di lavoratori delle pulizie delle scuole pubbliche di Frosinone e Latina, uscite dall'assemblea organizzata da Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl nell'aula magna dell'Istituto comprensivo di Frosinone 3.
È quanto annuncia un comunicato congiunto di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uil trasporti. Annunciata una manifestazione per le strade della città, con partenza dalla stazione, mercoledì prossimo.  «È inaccettabile - prosegue la nota - quanto sta accadendo da ormai diversi anni ai quasi mille lavoratori che tutti i giorni garantiscono l'apertura delle scuole pubbliche, pulendole. Il 1 febbraio 2014 veniva assegnato alla Rti Ma.Ca.-Servizi Generali-Smeraldo il lotto 5 (Frosinone-Latina) della convenzione Consip scuole per i servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Da allora i circa 1.000 lavoratori, in grandissima maggioranza donne che in media percepiscono 500-600 euro al mese, vivono una situazione di grave precarietà per le erogazioni delle retribuzioni ritardate, decurtate o non pagate affatto, per la mancata consegna dei contratti di lavoro; per l'assenza degli adempimenti sulle norme di sicurezza; per l'utilizzo per i lavori di decoro di personale esterno». I sindacati affermano che «la Rti Ma.Ca. - Servizi Generali - Smeraldo non ha nemmeno rispettato gli accordi governativi sottoscritti con le associazioni datoriali e i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti. In questi quattro anni sono stati stanziati diversi milioni di euro su questo appalto che puntualmente le aziende hanno riscosso dalle casse dello Stato e che, a maggior ragione, non giustificano in nessun modo il comportamento delle aziende che vessano i lavoratori e che non rispettano i capitolati d'appalto». La risposta dei sindacati è stata «con denunce, scioperi, segnalazioni, decreti ingiuntivi, procedura di messa in fallimento delle aziende presso i tribunali interessati, che hanno portato centinaia di ricorsi giudiziari e alla definitiva risoluzione della convenzione di appalto da parte di Consip alle aziende interessate per "gravissime inadempienze contrattuali e normative". L'assurdità è che le aziende, nonostante abbiano ricevuto tale risoluzione più di quattro mesi fa, ad oggi sono ancora lì per ritardi burocratici legati a chi deve formulare il nuovo bando di gara. Come si può pensare che le lavoratrici e i lavoratori coinvolti possano continuare a lavorare gratis? Per senso di responsabilità i lavoratori stanno continuando a pulire le scuole ma sono senza stipendio da 8 mesi, l'ultima retribuzione pagata è di giugno 2017. È ineludibile il disagio rispetto al servizio da parte degli studenti, dei genitori e del personale docente negli istituti scolastici di Frosinone e Latina, ma ancora più drammatica è la situazione degli addetti alle pulizie che non hanno neanche più le risorse per mettere la benzina per andare a lavorare». È stata organizzata allora una manifestazione che si terrà il giorno 21 marzo dalle ore 9 con assembramento nel piazzale Alessandro Kambo, antistante la stazione ferroviaria di Frosinone e con corteo nelle vie della città. «Inoltre - conclude la nota - dal giorno 21, se non arriveranno soluzioni chiare e definitive, i lavoratori non potranno più garantire il corretto svolgimento del servizio con ripercussioni pesanti sugli utenti e con il pericolo di non poter assicurare l'apertura delle stesse scuole e il proseguo dell'anno scolastico. I lavoratori non hanno bisogno di proclami ma di risposte immediate sul loro futuro, sul loro salario e sulla loro dignità che, nonostante sia stata calpestata più volte, continuano a difendere a testa alta, con orgoglio e con un forte grido di giustizia e rispetto che verrà decantato anche per le vie di Frosinone il 21 marzo»

di: La Redazione