Nell'odierna seduta del Consiglio comunale, fissata alla 19.30, la presentazione del Documento unico di programmazione 2018-2020 sarà anticipata da un tema delicato: la sepoltura dei "bambini mai nati".
Il vicesindaco Leonardo Ambrosi, delegato alle politiche cimiteriali, sta promuovendo l'individuazione di un'area di Camposanto per i «prodotti abortivi - recita così il regolamento nazionale di polizia mortuaria (Dpr 285/1990) - di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all'ufficiale di Stato civile non siano stati dichiarati come nati morti», per i quali è obbligatoria la registrazione all'anagrafe. I relativi permessi, ovviamente, sono rilasciati dalla Asl e «a richiesta dei genitori - si spiega - nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane». Il vicesindaco Ambrosi, pertanto, proporrà ai consiglieri di maggioranza e di opposizione un'apposita integrazione del regolamento cimiteriale per far sì che quelli che la legge definisce "prodotti" di aborto spontaneo e di interruzione terapeutica o volontaria di gravidanza possano avere anche a Castro dei Volsci, come in tante altre città italiane, una dignitosa sepoltura.