Anche ieri una protesta in via Vaglie, a Cassino, con un nuovo arrivo della Polizia. Per la terza volta, in tre giorni. Se martedì gli ospiti della struttura avevano fermato il furgoncino con i pasti, criticando il cibo, stavolta si sarebbero infuriati per i ritardi nei permessi. La loro attesa sulla richiesta di asilo durerebbe da un anno.
Protesta simile a quella di tanti altri immigrati, ospiti di altre cooperative, messe in scena nelle ultime settimane. Così, l'assessore ai servizi sociali Benedetto Leone rivela di aver programmato verifiche a tappeto in tutte le realtà sul suolo cassinate, con l'obiettivo di stilare una relazione e di inviarla a ministero e prefettura. Ma svela anche: «Mi è arrivata la richiesta di una cooperativa già operante a Cassino, la quale voleva una lettera di presentazione da poter allegare alla partecipazione di un nuovo bando della prefettura. Ho risposto assolutamente No. Perché penso che la città abbia già un numero superiore di richiedenti asilo rispetto a quanto dovrebbe averne e perché dobbiamo fare una battaglia per la clausula di salvaguardia che, ad oggi, non è stata applicata.
Pertanto, tutte le richieste che mi arriveranno dalle cooperative relative alla nostra disponibilità a progetti che non riguardano lo Sprar, avranno sempre una risposta negativa. Nelle prossime settimane pianificherò verifiche a tappeto, con i servizi sociali, su tutte le cooperative a Cassino, poi manderò una comunicazione al ministero dell'Interno e alla prefettura. Verificheremo lo stato di accoglienza delle cooperative nella gestione dell'emergenza nord Africa, le condizioni igienico-sanitarie, il rispetto dell'essere umano e servizi come corsi didattici e attività all'interno della struttura».
E su via Vaglie, ricordando l'ordinanza di sgombero del sindaco e il successo epilogo, dice: «Quello di via Vaglie è un caso di cortocircuito istituzionale». Lo stesso Carlo Maria aveva parlato di «una polveriera».