Alessia e Andrea sono ancora lì, in quelle stanze fredde e asettiche dell'obitorio dell'ospedale Spaziani di Frosinone. Sono a disposizione dell'autorità giudiziaria che oggi potrebbe decidere di disporre l'esame autoptico sui corpi dei due giovani deceduti nell'incidente di martedì.
Alessia Atzori, 22 anni, e Andrea Petrucci, 21, entrambi studenti di medicina a Tor Vergata, intorno alle 15 di martedì, di ritorno proprio dall'università romana, stavano percorrendo la strada Asi quando, per cause ancora al vaglio delle forze dell'ordine, sono finiti addosso al guardrail, schiacciati da un tir. Non è il primo incidente mortale che avviene su quel tratto di strada. L'ultimo, la notte tra il 15 e 16 dicembre, quando la Opel Corsa di Stefano Malizia e del padre Giovambattista precipitò in una scarpata dopo il violento schianto con una Fiat Uno. Il cuore di Stefano cesso di battere la notte stessa, mentre Giovambattista è venuto a mancare il 31 gennaio. Era ricoverato al San Filippo Neri di Roma. Difficile farsi una ragione, quando a morire sono dei giovani, straziante vedere quella Suzuki wagon grigia schiacciata contro il guardrail da un tir. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per estrarre i corpi senza vita dall'abitacolo dell'utilitaria. Quello di Alessia Atzori è stato tirato fuori intorno alle 17.30. La tragedia ha lasciato attonita la città. Ognuno a proprio modo ha espresso la vicinanza al lutto delle famiglie. Alle 12.30 di ieri un minuto di silenzio in tutti le sedi dell'Istituto istruzione superiore dove insegna la madre di Andrea Petrucci. All'Istituto tecnico di Ceprano è sceso un doloroso silenzio. Gli alunni delle nove classi dell'istituto cepranese, i docenti e il personale si sono stretti intorno alla docente di religione.
Numerosi i messaggi di cordoglio giunti attraverso i social, a iniziare da quello dell'amministrazione Caligiore: «In questo momento di immenso dolore giunga alle famiglie dei giovani coinvolti la vicinanza di tutta la città, per una tragedia che lascia davvero senza parole»; molti i messaggi di amici e amiche, i più commoventi, i più strazianti. Ieri sera al Sacro Cuore c'è stata una veglia di Adorazione eucaristica «per elaborare il lutto e per non far spegnere la speranza che è in noi», aveva scritto sulla sua pagina Facebook don Tonino Antonetti. Non sarà facile. No, non sarà facile.