Bollette elettriche, novità in vista. Da questo mese non potranno più arrivare conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. La nuova regola, stabilita dalla legge di Bilancio, accorcia quindi il periodo che prima era di cinque anni. «Nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al primo marzo - comunica l'Arera -, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione, passata da 5 a 2 anni, cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati». A essere precisi in realtà i giorni sono un po' di più. Il calcolo parte, infatti, dal termine in cui i venditori sono obbligati a chiedere un pagamento ossia entro 45 giorni dall'ultimo giorno fatturato. «Nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli, pur disponendo tempestivamente dei dati di misura di rettifica, per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni - spiegano dall'Autorità di Regolamentazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera) - il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l'Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest'ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l'accertamento di una violazione». Famiglie e piccole imprese saranno maggiormente protette dalle "maxibollette".