Un'idea quasi geniale, portava avanti con meticolosità, per quasi due anni. Un furto continuato ai danni di una nonnina che non è riuscita ad accorgersi di nulla, fino a quando la polizia di Stato non ha incastrato il responsabile. E lo ha denunciato.
La ricostruzione
Un trentenne residente nel Cassinate aveva escogitato un nuovo sistema di guadagno: il prelievo presso il bancomat del "porta a porta". Solo che il suo distributore di denaro era il mobile dove una sua anziana vicina riponeva la pensione e i continui prelievi ai quali era costretta per quella improvvisa mancanza di liquidità che riscontrava, senza capire come fosse possibile. Una mancanza improvvisa e senza che ne trovasse spiegazioni ragionevoli. Tutto è potuto accadere perché il ladro-vicino di casa era riuscito a procurarsi le chiavi dell'appartamento, a duplicarle e a utilizzare la copia per suoi scopi.
Così, al momento opportuno, quando l'anziana ultraottantenne si allontanava dall'abitazione, ci pensava lui ad aprire quel portone: entrava silenziosamente nella casa ed effettuava la "riscossione". Ormai, sapeva a menadito quando la signora usciva di casa e dove venivano riposti i soldi: così bastava davvero poco per metterli in tasca; poi usciva con altrettanto garbo. E richiudeva, chiaramente, la porta di casa, come se nulla fosse accaduto: in questo modo per la nonna era davvero difficile sospettare la presenza di qualcuno in casa.Quando lei tornava era tutto perfettamente in ordine.
La soluzione
Tanti i soldi scomparsi, troppi. Presumibilmente diverse migliaia di euro, prelevati con attenzione e calcolo da professionista.
Con occhio lungo sui singoli movimenti dell'anziana per sapere quando e come entrare in azione. Un "gioco" riuscito per tanto tempo, senza che nessuno potesse sospettare di lui e ricostruire tanta arguzia ai danni dell'anziana. Ma l'ingegnosa azione criminale del vicino è stato scoperta e, finalmente, fermata. Sono state le immagini di una telecamera nascosta che hanno "inchiodato"( f i n a l m e nte) l'uomo e, soprattutto, hanno permesso di scoprire il suo particolare "modus operandi".
Così è stato denunciato dagli agenti del Commissariato di Cassino, coordinati dal dottor Tocco, per furto.