Nessuna estorsione al titolare né la pretesa di non pagare il conto. Ieri pomeriggio i fratelli Angelo e Guglielmo Morelli (assistiti dagli avvocati Mariano Giuliano e Francesco Palumbo) e il cugino Antonio (rappresentato dall'avvo cato Maurizio Suarato) hanno risposto al giudice durante gli interrogatori, ribattendo punto per punto. I tre avrebbero offerto tutt'altra versione rispetto alla ricostruzione dei fatti secondo cui, al terminediun banchetto in un ristorante del Cassinate, sarebbe scoppiato il putiferio per non pagare. I due fratelli avrebbero precisato di essere stati persino insultati e di aver reagito alle offese in merito alla loro etnia. Antonio per il quale è stata avanzata la proposta di una misura meno afflittiva avrebbe invece dichiarato di non aver neppure preso parte alla baruffa, trovandosi in quel momento fuori. Attesa la decisione del giudice, i tre restano ai domiciliari.