Rapinatore tradito dai video. Dopo due anni finisce in manette. Il colpo era stato commesso alla fine del luglio 2016 nella banca di Novara a Cassino: uno dei rapinatori era stato preso subito. L'altro era fuggito nelle campagne circostanti. Il lavoro per rintracciarlo e identificarlo non è stato affatto semplice, anche perché il giovane era incensurato. Solo la tenacia degli agenti della Questura di Frosinone, coordinati dal dirigente della Squadra mobile Carlo Bianchi e dal commissario capo Flavio Genovesi, ha permesso di identificare il complice sfuggito all'arresto. Così ieri mattina gli uomini della Mobile e quelli della Volante hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa del tribunale di Cassino nei confronti di un ventenne di Secondigliano.

I fatti
Alla fine del luglio del 2016 in due, armati di taglierino, avevano seminato il panico all'interno della Banca popolare di Novara, poco prima delle 12.30, minacciando i presenti e facendosi consegnare circa 23.000 euro. Poi la fuga. Immediata l'attivazione del piano antirapina dei carabinieri di Cassino che, in un balzo, erano riusciti a fermare uno dei due malviventi (fuggiti su una Opel) recuperando l'intera refurtiva. L'uomo, un cinquantaseienne campano, era stato bloccato lungo una strada isolata della zona industriale: alla vista dei militari aveva tentato disperatamente la fuga nelle campagne. Subito bloccato, era stato quindi condotto in caserma. Il suo complice, invece, era riuscito a dileguarsi.

Le indagini

Da allora le indagini non sono state mai abbandonate. Anzi, nonostante l'evidente difficoltà di rintracciare un incensurato, gli agenti hanno guardato quei video così tante volte da scorgere dettagli risultati, poi, fondamentali. Confrontati con quelli di altre rapine messe a segno da bande in trasferta, hanno permesso agli agenti di fare centro: sia gli abiti indossati durante i colpi ma anche i modi di fare del giovane rapinatore sono stati determinati nel risalire alla sua identità. E ora si sta lavorando su altri episodi per escludere o acclarare la sua complicità durante gli assalti armati fuori dal territorio campano.