Botte da orbi al titolare e al personale del ristorante dopo il banchetto per non pagare. I carabinieri chiudono il cerchio: ai domiciliari finiscono due fratelli e un cugino. Ma secondo gli investigatori per uno non era la prima volta.
Le ordinanze di custodia cautelare emesse del gip del tribunale di Cassino a carico dei fratelli Angelo e Guglielmo Morelli di Cassino e di Antonio Morelli residente a Pignataro - cugino degli altri due - sono state eseguite ieri mattina all'alba dai militari della Compagnia di Cassino per le ipotesi di lesioni personali gravi in concorso ed estorsione aggravata. Secondo il complesso quadro accusatorio, sarebbero stati loro nel luglio dello scorso anno a scatenare la violenza dopo un banchetto, a seguito delle richieste del titolare di pagare gli extra. In base a quanto ricostruito dagli uomini del capitano Mastromanno, agli ordini del colonnello Cagnazzo, le persone invitate al banchetto all'interno di un ristorante del Cassinate, avrebbero consumato dopo la cena una ventina di caffè ed altrettanti alcolici (in alcuni casi sembrerebbe addirittura preparandosi il caffè da soli) per poi aggredire il titolare al momento del conto.
«I tre arrestati sarebbero risultati i più facinorosi, comunque spalleggiati da un folto gruppo di soggetti di etnia rom che durante la baruffa - spiegano dal Comando provinciale dell'Arma - causavano anche diversi danni al locale, arrivando a scardinare una porta interna per raggiungere la vittima che nel frattempo si era rifugiata sul retro. Nel corso dell'aggressione, i rom malmenavano anche il personale del ristorante che aveva cercato di proteggere il titolare: proverbiale l'intervento di uno dei cuochi che lo ha sottratto alla furia omicida del gruppo, chiudendolo in un bagno. Nell'immediatezza dei fatti - si legge ancora in una nota - arrivarono diverse pattuglie ma senza rintracciare gli aggressori che oltre a non pagare le consumazioni al bar, non avevano nemmeno pagato il saldo del banchetto, circa 700 euro». Il proprietario riportò fratture nasali con una prognosi di 15 giorni, 7 per uno dei camerieri .

Le indagini

Fondamentali le testimonianze raccolte, una camicia compatibile con quella usata nel raid ma anche alcune prove da Facebook.
«Il movente della grave aggressione (che ricorda molto da vicino quella di Ostia) va ricercato nella circostanza che il ristoratore aveva negato il festeggiamento di banchetti presso il suo locale ad appartenenti alla famiglia rom - proseguono dal Comando provinciale dell'Arma - nonché aveva preteso ed ottenuto, comunque, per il banchetto in esame (prenotato da persone di cui la vittima si fidava) un anticipo di circa 1.300 euro. Gli aggressori - ribadiscono gli inquirenti - per assoggettare gli inermi commercianti alla loro volontà, hanno messo in atto il grave assalto per "lavare" il grave affronto. Per questo è importante che i commercianti denuncino».
A suffragio dell'attività condotta dai militari del Norm, il pubblico ministero ha richiamato un analogo episodio accaduto il 5 giugno 2016 a Cassino: in questo episodio risulterebbe coinvolto solo Angelo, in concorso con S.A., 30 anni di Cassino (indagato a piede libero per lesioni). «I due, dopo aver effettuato una consumazione di 30 euro, aggredirono un  ristoratore della città martire, procurandogli ferite giudicate guaribili in 3 giorni. L'episodio fu denunciato presso il Commissariato» spiegano ancora i militari.