Sono stati ascoltati dal giudice gli arrestati finiti nell'operazione "Dust of Death".E quasi tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Tranne Antonio Izzi, infatti, gli altri hanno scelto la via del silenzio. E per la maggior parte di loro le difese tra cui gli avvocati Corsetti, Palumbo e Giuliano sono già pronte per il Riesame. Izzi, assistito dall'avvocato Mariano Giuliano, avrebbe spiegato al giudice la sua posizione soprattutto in relazione alle intercettazioni che lo hanno "incastrato". Sarebbe stato il bisogno di acquistare droga per uso personale ma anche da condividere con altri assuntori (sempre e solo dosi personali, però) oltre alla pregressa conoscenza di alcuni soggetti finiti nell'inchiesta a spiegare la sua presenza all'interno dellamaxi inchiesta aperta dalla procura (dal sostituto procuratore D'Orefice) nelle mani dei carabinieri di Cassino.
In tre mesi (partendo dalla morte di un assuntore all'interno di un ostello) i militari sono riusciti ad arrestare due pusher locali, denunciare altre quattro persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, segnalare in Prefettura tre assuntori e sequestrare 150 grammi di eroina, 100 di metadone, vari bilancini di precisione, sostanze da taglio e materiale da confezionamento. Poi, la scorsa settimana, l'esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari. È a Cassino, secondo i risultati degli investigatori, che clienti anche di altre zone arrivano per rifornirsi. Ed è sempre a Cassino che, attraverso una struttura piramidale, vengono gestiti i traffici grazie persino a "correttivi": quando le operazioni antidroga diventano più stringenti, anche i quantitativi di droga si abbassano così come si fissa un termine di tre giorni, al massimo, per recuperare i soldi necessari  ad acquistare altra coca ed eroina.