Allontanati tre profughi da Ceprano. Sono due donne e un uomo. All'origine del provvedimento una serie di segnalazioni che denunciano una condotta non in linea con le regole che disciplinano stili e comportamenti richiesti dalle cooperative che ospitano i richiedenti asilo.
Il trasferimento dei tre migranti in un altro comune è stato disposto dopo le segnalazioni giunte dai cittadini e raccolte dal consigliere delegato ai servizi sociali Dino Fortuna che, venuto a conoscenza dei comportamenti anomali dei tre ospiti, ha segnalato i casi alle coop di competenza che a loro volta hanno trasferito i tre. Sotto i riflettori sono finite due donne alloggiate in un'appartamento del centro e un profugo ospitato in via Pennea. Per le prime due sono state segnalate consuetudini poco chiare, in particolare il mancato rispetto degli orari di rientro nell'alloggio e i frequenti contatti con persone estranee alla cooperativa. Sembra infatti che le due donne la sera facessero rientro a casa accompagnate da uomini in auto. Il profugo di via Pennea, invece, sarebbe stato sorpreso mentre faceva delle foto ad alcuni adolescenti del posto. In tutti e tre i casi, in considerazione dei dubbi sorti sui richiedenti asilo in questione, si è provveduto al loro allontanamento dal territorio cepranese. «Utilizziamo tutti gli strumenti a nostra disposizione per esercitare quel controllo che ci consente garantire sicurezza al territorio - spiega il consigliere Dino Fortuna - Periodicamente effettuiamo riunioni congiunte con carabinieri, vigili urbani, assistenti sociali e cooperative per confrontarci e segnalare anche situazioni particolari che, verificate da chi si occupa dei profughi, comportano provvedimenti come il recente allontanamento dei tre ospiti. Due cooperative, anche dopo le nostre richieste, hanno installato sistemi di video sorveglianza in prossimità degli edifici in cui sono alloggiati gli ospiti per garantire il controllo anche di sera e di notte. Abbiamo anche chiesto alle cooperative di verificare eventuali presenze non autorizzate di profughi la sera negli alloggi. Ora, con l'adesione al programma Sprar - conclude Fortuna - sarà più semplice gestire e controllare i flussi e le accoglienze».