Stocca liquami zootecnici in un'area boschiva. Denunciato dai carabinieri forestali. Il luogo è di quelli ameni, un'area montana boschiva sottoposta a vincoli ambientali. Uno di quei posti dove ci si reca per respirare un po' di aria "buona" e ossigenare i polmoni. E magari ci si può anche imbattere in qualcuno di quei laghetti montani che rendono il paesaggio ancora più indimenticabile. Ieri era San Valentino, ma i militari della Stazione carabinieri forestali di Castro dei Volsci erano, come sempre, impegnati nel controllo del territorio. Un controllo finalizzato alla verifica della corretta gestione delle aziende zootecniche, con particolare attenzione al benessere degli animali e alla sicurezza alimentare. Si trovavano ad Amaseno, in un'area montana boschiva sottoposta a vincoli ambientali poiché di notevole pregio naturalistico per vegetazione e fauna.
Qui, probabilmente guidati anche dall'odore nauseabondo, si sono imbattuti in un "laghetto" montano, ma invece di acqua cristallina vi hanno trovato escrementi di bufala.
I militari forestali si sonotrovati davantia uninvaso realizzato su un terreno agricolo mediante creazione di argini di terra, per una superficie di circa millecinquecento metri, in cui era stato stoccato un ingente quantitativo di effluenti di allevamento.
I carabinieri hanno rilevato che dall'invaso abusivo si generava un notevole fenomeno di ruscellamento di liquami all'interno dei fossi di deflusso, verso valle, delle acque meteoriche. Sul posto è giunto anche il personale dell'Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) che ha svolto i rilievi tecnici finalizzati a verificare l'eventuale danno arrecato alle risorse ambientali e paesaggistiche. L'area è stata sequestrata e il responsabile, proprietario di un'azienda zootecnica di oltre trecento capi di bufale, è stato denunciato all'autorità giudiziaria.