Richiedenti asilo, nuovo bando da 28 milioni per ospitarne almeno tremila. La prefettura di Frosinone, posto che le attuali convenzioni sono in scadenza il 31 marzo, ha pubblicato l'avviso per l'affidamento, a più soggetti, del servizio di accoglienza ed assistenza degli stranieri richiedenti protezione internazionale. E dunque, con l'approssimarsi della scadenza, si è reso «urgente ed indifferibile procedere al reperimento di altre strutture temporanee di accoglienza, per almeno tremila posti, atteso che potrebbe verificarsi una nuova straordinaria ondata migratoria». La distribuzione degli ospiti avverrà su tutto il territorio provinciale, tenendo conto delle attuali presenze. A base d'asta l'importo di 34 euro per immigrato al giorno per un valore complessivo stimato in 28.050.000 euro. Per garantire libera concorrenza, parità di trattamento e la più ampia partecipazione, la prefettura ha stabilito di acquisire le proposte da chiunque ne abbia interesse. Le offerte potranno essere presentate entro il 1 marzo 2018, mentre l'apertura delle buste avverrà il 5.
La prefettura di Frosinone, in conformità alle direttive impartite dal ministero dell'Interno, tenuto conto del continuo «straordinario afflusso di cittadini stranieri» e della «necessità di far fronte alle esigenze di accoglienza e assistenza» procederà a un gara aperta per individuare i soggetti, operatori economici, cooperative, in grado di garantire l'accoglienza e l'assistenza secondo gli standard previsti dal progetto Sprar.
Punto fermo è, comunque, garantire «un'equilibrata distribuzione degli ospiti su tutto il territorio della provincia di Frosinone». La prefettura si riserva il controllo dell'idoneità, delle certificazioni e della capienza delle strutture preposte all'accoglienza. Tra i servizi offerti, oltre a vitto e alloggio, anche quelli per l'integrazione, tra cui la mediazione linguistica, pulizia e prodotti per l'igiene, la fornitura di un pocket money da 2,50 euro al giorno e una scheda telefonica ricaricabile di 15 euro all'arrivo, se non precedentemente erogata. I posti destinati all'accoglienza saranno utilizzati a garantire l'accoglienza e la permanenza in provincia degli stranieri già presenti come dei nuovi arrivi, tanto che il numero dei posti potrà variare, in aumento o in diminuzione, a seconda delle indicazioni ricevute dal ministero dell'Interno. I soggetti cui verranno aggiudicati i servizi dovranno accollarsi, a proprie spese, il trasferimento degli ospiti dal luogo indicato dalla prefettura al posto di svolgimento del servizio di accoglienza e assistenza. In previsione, comunque, di afflussi di una certa entità, che non potranno essere gestiti da un solo operatore, si è deciso di percorrere la strada dell'accordo quadro al fine di conciliare la necessità di reperire immediatamente un elevato numero di posti per avviare il servizio.
Le strutture dovranno essere nei centri abitati, oppure, se in aree decentrate, dovranno essere ben collegate con i mezzi pubblici. Potranno essere degli appartamenti, anche in località diverse purché facenti capo ad unico ente e ubicate in provincia. I locali dovranno ottenere un certificato di salubrità ed igiene degli ambienti dall'Asl. Le strutture, fino a un massimo di cento posti ognuna, dovranno essere disponibili all'accoglienza dei migranti almeno dieci giorni prima. Gli operatori economici potranno offrire un minimo di venti posti fino a un massimo di 150. La prefettura si riserva, anche per ragioni di ordine pubblico, la possibilità di ridurre il numero dei soggetti ospitabili.
Nel bando è prevista l'accoglienza di tremila migranti per 275 giorni. Si tiene conto, infatti, del numero di persone potenzialmente ospitabili in provincia dal 1 aprile al 31 dicembre, con possibilità di un'ulteriore proroga a tutto il 2019. È consentito il subappalto esclusivamente per i servizi ausiliari quali lavanderia, pulizia ed igiene ambientale, fornitura pasti, raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali, manutenzione delle aree verdi. Saranno ammessi alla selezione soggetti iscritti alla Camera di commercio per attività corrispondenti ai servizi oggetti di gara, come anche enti pubblici, cooperative sociali, associazioni di volontariato e qualsiasi ente che abbia, tra i fini istituzionali, quello di operare nel settore, con esperienza, maturata nel quinquennio, di accoglienza dei migranti. Ammesse anche le società del settore alberghiero ed extra alberghiero.