Un incubo lungo dieci anni culminato venerdì pomeriggio con l'arresto di un noto commerciante di Sora. Contro di lui, cinquantuno anni, accuse pesantissime scaturite da una complessa indagine condotta nel più stretto riserbo dalla divisione anticrimine della polizia di Stato. A cominciare dalle testimonianze della compagna quarantacinquenne e soprattutto della figlia di quest'ultima, oggi maggiorenne ma che quando l'incubo è iniziato era solo una bambina. Attenzioni particolari, comportamenti morbosi, toccamenti, palpeggiamenti nelle parti intime, masturbazioni e rapporti orali. Abusi perpetrati per anni, fra le mura domestiche, che hanno indotto il gip del tribunale di Cassino Francesco Armato a formulare l'accusa di violenza sessuale aggravata, accogliendo la richiesta della procura della Repubblica cassinate che ha coordinato le indagini. Per l'uomo, titolare di un noto esercizio commerciale in città, è scattata così la misura cautelare più pesante: l'arresto. L'altro ieri, intorno alle 15, gli agenti del commissariato di Sora lo hanno raggiunto nella sua abitazione dove abita con la compagna e la figlia di quest'ultima, l'oggetto delle sue morbose attenzioni fin da quando lei frequentava le scuole elementari. L'uomo, residente a Sora da una ventina d'anni, è stato trasportato nel carcere di Cassino dove domani mattina verrà sottoposto all'interrogatorio di garanzia, alla presenza dell'avvocato di fiducia Danilo Iafrate. Le accuse a suo carico fanno rabbrividire. Eppure nulla è mai trapelato all'esterno: un negozio ben avviato in cui lavora anche la convivente, tanti clienti, rapporti cordiali con tutti. All'apparenza una famiglia tranquilla, come tante. E invece dentro casa un inferno di abusi e prevaricazioni che la polizia definisce "molto gravi" nei confronti della giovane vittima. Tanto da far scattare l'arresto. Ora per la ragazza quelle notti di terrore e sofferenza che le hanno segnato l'esistenza sono finite. La giovane è stata affidata al padre naturale e si è trasferita in una grande città del Sud.