«Non è vero che la denuncia è stata fatta da chi ha provocato questo debito. D'Alessandro, ancora una volta, mente spudoratamente». Parlano gli autori dell'esposto che ha avviato l'indagine, il giorno dopo la conferenza stampa del sindaco D'Alessandro nel corso della quale ha rivelato di essere stato raggiunto da un avviso di garanzia per "falso in atto pubblico" (479 c.p.) in riferimento a una delibera di giunta (25 luglio 2017, la numero 348) relativa a una transazione, a seguito di ordinanza immediatamente esecutiva del giudice, con la ditta Cogeco di Cassino che aveva eseguito lavori al Forum della ricerca. Delibera portata successivamente in un consiglio comunale per il riconoscimento del debito fuori bilancio.
Assise che vide protagonisti proprio i consiglieri Petrarcone e Salera, con le loro obiezioni.
Ieri, proprio loro, hanno voluto replicare ulteriormente a D'Alessan dro alla luce dei contenuti emersi in conferenza stampa.
Lo hanno fatto nel corso di un'altra conferenza nello studio dell'ex assessore alle finanze, che premette: «Non avremmo mai fatto questa conferenza stampa se il sindaco non avesse dato lui la notizia e se non avesse addebitato a noi colpe che non abbiamo». A entrare nel merito delle date è l'ex sindaco Petrarcone,che spiega: «Ancora una volta D'Alessandro dice il falso perché il progetto del forum della ricerca nasce nel 2006 con l'amministrazione Scittarelli per un costo di 5 milioni di euro che poi è lievitato a 7 milioni. Tutto questo ha originato il contenzioso tra il Comune e la Cogeco che è la ditta che ha fatto i lavori e che ha chiamato in giudizio il Comune per il mancato pagamento dell'ultima tranche.
Questo si è verificato nell'era Scittarelli. Noi sia in commissione bilancio che in Consiglio avevamo messo in guardia l'amministrazione sul caso spiegando che quell'ordinanza andava impugnata e non pagata perché non è vero che I consiglieri di opposizione Giuseppe Golini Petrarcone ed Enzo Salera nel corso della conferenza stampa di ieri mattina
LA RICOSTRUZIONE
Non solo la procura della Repubblica. Lo scontro è politico, e lo è a 360°. Adesso tutte le 11 pagine dell'esposto presentato al Tribunale di Cassino e la relativa documentazione potrebbe finire anche all'attenzione della Corte dei Conti per valutare un possibile danno erariale per le somme pagate in più. L'ex assessore Enzo Salera lo aveva già detto alla vigilia del Consiglio comunale di agosto e lo ha ribadito ieri. «Per l'esposto in Procura avevamo 3 mesi di tempo, per la Corte dei Conti ci sono invece 5 anni a disposizione» ha sottolineato. Intanto dal 10 agosto scorso, giorno del Consiglio comunale, si sono ribaltati i ruoli: la vittima è diventata carnefice e viceversa. Nel corso dell'assise era stato difatti il sindaco a minacciare querela nei confronti di Salera che aveva utilizzato parole dure per commentare il caso Cogeco. Quei 700.000 euro in più Ma come nasce l'intera vicenda? Andiamo con ordine: per la mancata costituzione in giudizio il Comune doveva pagare alla ditta 900.000 euro anzichè i 350.000 euro come avevano ipotizzato i consulenti nominati dal Comune quando era sindaco Petrarcone, che avevano stimato in 207.000 euro più gli interessi, il corrispettivo da versare all'azienda, che invece chiedeva oltre un milione. La vicenda era, quindi, finita in Tribunale e, a marzo scorso, i giudici hanno condannato il Comune a pagare 630.000 euro, più gli interessi, per un totale di circa 900.000 euro.
Nella delibera di giunta al netto dei tecnicismi e delle sigle per addetti ai lavori c'è le somme stabilite dal giudice sono state condivise dal Ctp di parte.
E durante la nostra amministrazione abbiamo solamente dovuto spendere oltre 1 milione di euro per poter rendicontare alla comunità europea per non incorrere nel rischio di non dover restituire tutta la somma chela comunità europa aveva dato al Comune. Dunque nel 2012 abbiamo dovuto privarci di fondi comunali che potevano esser utili per fare tante opere e che invece abbiamo dovuto restituire per la situazione ereditata, ma non abbiamo provocato alcun debito». Ancora più duri i toni di Enzo Salera che dice: «Noi abbiamo presentato l'esposto il 24 ottobre 2017 e non ne abbiamo fatto parola con nessuno.
Non ne avremmo parlato neanche se avessimo avuto conoscenza della conclusione indagini perchè non è nostra intenzione fare politica con gli esposti alla magistratura. Noi, sul piano politico, li abbiamo avvisati ben due volte del pericolo di questa delibera. In Consiglio mentre noi parlavamo venivamo scherniti e insultati, forse avrebbero fatto meglio ad ascoltare perchè questa roba costa circa un milione di euro ai cittadini con il mutuo trentennale di 630.000 euro». L'ex assessore è un fiume in piena. E prosegue: «È stato riconosciuto un debito fuori bilancio per non aver opposto una sentenza di 930.000 euro nonostante l'avvocato consigliava l'appello. Vorrei capire qual è la nostra colpa se il contratto parte il 10 febbraio 2006 e l'ultima tranche contestato è del 6 aprile 2010. Il sindaco la deve smettere, ogni volta che c'è un problema, di attaccare me e Petrarcone. Lo ha già fatto sui debiti dove si è ben guardato di accettare un confronto pubblico, continua a farlo adesso negando l'evidenza. Ci sono i fatti a dimostrare le verità di questa storia, il resto sono chiacchiere>>.